Disponibili i finanziamenti a fondo perduto per la digitalizzazione delle imprese. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso del Ministero dello sviluppo economico sulla recente adozione degli aiuti alle imprese per la digitalizzazione dei processi aziendali e l'ammodernamento tecnologico.
Le domande, per l'ottenimento del contributo in forma di voucher per l'acquisto di hardware, software e servizi specialistici finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all'ammodernamento tecnologico, potranno essere presentate esclusivamente in via telematica nel periodo di apertura dell’apposito sportello on line, fissato dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018. Presso la sede di Foggia della Confesercenti è attivo uno sportello di consulenza aperto il martedì e il giovedì dalle ore 9 alle 13.
Anche le imprese foggiane potranno beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata». Nel caso in cui l'importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all'ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), queste saranno ripartite in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Ai fini del riparto saranno considerate tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni che avranno presentato la domanda nel periodo di apertura dello sportello, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione.
Verificata la documentazione finale che le imprese sono tenute a presentare entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese, che dovranno essere sostenute dopo la comunicazione dell'avvenuta prenotazione del contributo, il Ministero determinerà l'importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa risultati ammissibili.

 

«E’ un’esclusione inaccettabile che discrimina i cittadini e i lavoratori». Così Luigi Rodelli, presidente provinciale Anva Confesercenti, interviene in merito alla mancata estensione al lavoro autonomo del beneficio pensionistico con uscita invariata a 66 anni e sette mesi.
Il Governo, infatti, non è intenzionato a rinviare l’innalzamento dell’età della pensione a 67 anni, 5 mesi in più rispetto ad ora, che dovrebbe scattare nel 2019, nonostante tale principio sia contenuto nella Legge n. 335/1995. La norma stabilisce l’estensione a tutti i lavoratori, dipendenti privati, pubblici e autonomi, del beneficio di Legge, e prevede a tal fine l’emanazione di specifici Decreti Ministeriali.
Il Governo, intanto, studia un piano per bloccare l’aumento dell’età pensionabile solo per chi svolge le cosiddette attività gravose, lasciando completamente fuori i lavoratori autonomi che svolgono mansioni pesanti, spostamenti pesi, alternanza dei cicli climatici, lavoro itinerante. «E’ una politica inaccettabile sul piano dell’equità, da un punto di vista delle reali esposizioni ai rischi per la salute, per la tenuta psicofisica dei lavoratori, della pari dignità per i cittadini» dichiara Rodelli. «La discussione pubblica sulla valutazione che starebbe facendo il Governo, in materia di lavori usuranti, finalizzata a rivedere ed ampliare la classificazione dei lavoratori dipendenti impegnati nelle attività, continua a tagliare fuori il lavoro autonomo».
I lavoratori autonomi, come gli operatori del commercio su aree pubbliche, esposti a lavori e turni massacranti, e al lavoro itinerante chiedono con forza che sia ripristinata la volontà del legislatore espressa nelle precedenti riforme del sistema pensionistico obbligatorio e complementare, estendendo la previsione della disciplina in esame anche ai lavoratori autonomi. L’esclusione presenta profili di dubbia legittimità costituzionale, per violazione degli articoli 3, 2° comma, 4 e 38 della Costituzione.
Luigi Rodelli, invita, dunque la categoria ad essere unita «per battersi per un moderno sistema previdenziale che eviti che lavoratori che svolgono le stesse mansioni siano discriminati ai fini del riconoscimento del diritto anticipato alla pensione»

 

La possibilità di regolarizzare i mancati pagamenti delle cartelle esattoriali diventa ”extra-long”. Ma anche i termini per l’adesione e quello per i pagamenti delle rate non versate slittano. Sono le novità introdotte durante l’esame in commissione Bilancio del decreto fiscale collegato con la manovra di bilancio.
La prima novità riguarda i termini per il pagamento della vecchia rottamazione, per chi non ha versato le prime due rate: slitta il termine ultimo per il pagamento al 7 dicembre. Ma la modifica più importante riguarda l’estensione temporale della sanatoria. Il decreto consentiva la rottamazione tra gennaio e settembre del 2017. Ora, di fatto, con la modifica introdotta in Senato, la rottamazione vale per tutti i ruoli dal 2000 a settembre 2017. Per allargare la platea, l’operazione viene ridisegnata con nuove scadenze e nuovi adempimenti per chi decide di aderire.
Il termine per inviare la richiesta di adesione è fissato per tutti al 15 maggio 2018. Raccolte le domande, l’Agenzia della Riscossione verificherà quindi le caratteristiche del carico fiscale per cui è stata fatta richiesta ed entrerà in contatto con il debitore.
Se il contribuente che aderisce ha già una cartella in rateizzazione, con piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, dovrà innanzitutto sanare tale posizione. Riceverà quindi entro il 30 giugno 2018 la comunicazione con gli importi delle rate scadute nel 2016 e non pagate. Entro il 31 luglio dovrà versare il dovuto e saldare i debiti. Quindi potrà iniziare il processo per la rottamazione della parte residua. In questo caso riceverà la comunicazione dell’agente della riscossione entro il 30 settembre e dovrà pagare in tre rate: ottobre 2018, novembre 2018 (in cui concentrare l’80% del debito) e febbraio 2019, vedendosi applicare solo i normali interessi legali del 4,5%, senza ovviamente sanzioni o interessi di mora.
Se il debitore aderisce invece per una cartella non interessata da rateizzazione, le scadenze cambiano. La comunicazione dell’Agenzia della riscossione sugli importi da pagare arriverà entro il 30 giugno 2018 e le rate saranno 5: luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 (tali da coprire l’80% del debito) e febbraio 2019. Anche in questo caso, sulla rata di luglio, che può essere anche scelta come unica, non si applicheranno gli interessi legali, mentre sulle successive sì.

Venerdì, 10 November 2017 10:21

MANOVRA ECONOMICA, PIOGGIA DI EMENDAMENTI

Pioggia di emendamenti alla manovra, all’esame della commissione Bilancio del Senato. I gruppi hanno presentato quasi 4mila proposte di modifica (3.954) che saranno discusse dalla fine della prossima settimana, dopo che si sarà concluso l’esame del decreto fiscale collegato.
Tra le proposte avanzate, più tasse sui tabacchi per circa 600 milioni per finanziare l’acquisto dei farmaci oncologici innovativi e per potenziare le reti delle cure palliative, in particolare pediatriche. Il Pd  ha invece presentato un emendamento alla manovra che corregge alcune “imperfezioni” dell’Ape social e la proroga fino al 2019. 
Il Pd insiste anche sulla web tax: con un emendamento alla manovra, primo firmatario Massimo Mucchetti, si punta al superamento del nodo della stabile organizzazione in attesa di una decisione in sede Ue. Si punta così a recuperare gettito fiscale derivante dalle imposte indirette oggi eluse dalle multinazionali del web.

Mercoledì, 08 November 2017 11:15

FOGGIA E LA PUGLIA IN CRESCITA SECONDO L'ISTAT

La Puglia è la regione italiana che cresce di più. Lo dicono i dati dell’ISTAT. Un trend positivo che lascia ben sperare anche le imprese foggiane dopo un lungo periodo di crisi con gravi ripercussioni sull’economia locale. «Questi dati ci devono spingere ad una maggiore attenzione alle politiche dello sviluppo e dell'occupazione», commenta Alfonso Ferrara, presidente provinciale di Confesercenti Foggia.
«Il Pil della Puglia – prosegue Ferrara - ammonta a 70 miliardi di euro e rappresenta il 4,3% dell'intero prodotto lordo nazionale e il 19% di quello meridionale. Aumenta anche la spesa per consumi e il reddito disponibile delle famiglie (+1,7% in Puglia)». Dati sicuramente entusiasmanti per la Puglia, ma non ancora sufficienti da sconfiggere la crisi che investe ancora le famiglie. Secondo Ferrara infatti «bisognerà attendere ancora del tempo prima che la ripresa entri nelle case dei pugliesi».
«Occorre che la Regione dedichi le giuste attenzioni ai settori strategici della Puglia e metta in atto politiche di sviluppo idonee a sostenere più equità sociale e una adeguata politica dei redditi delle imprese e dei lavoratori», conclude il presidente della Confesercenti Foggia.

L’abusivismo attanaglia sempre di più anche il turismo. Lo dicono i dati elaborati dal Centro studi turistici (Cst) per conto di Confesercenti-Assoturismo. Sono oltre 225 milioni le presenze che, nel nostro Paese e anche sul Gargano e nei Monti Dauni, sono state assorbite da strutture al di fuori della ricettività ufficiale, più della metà delle presenze ufficiali registrate da Istat (397,8 milioni). Nella nostra provincia si stima un milione.
«La stagione estiva di quest’anno è stata positiva per il turismo, con presenze record sul Gargano e alle Tremiti, tra le mete preferite della Puglia», dichiara Bruno Zangardi, presidente di Assoturismo Foggia. Zangardi evidenzia anche come questa questa sia stata un’estate da record anche per gli irregolari. «E chiaro ormai che il settore viva a livello nazionale un’emergenza abusivismo, come confermato anche dai controlli a tappeto svolti dalla Guardia di Finanza quest’estate», aggiunge Zangardi.
Case vacanze-pollaio, affitti in nero e simili non sono solo un problema per gli operatori in regola, che ne subiscono la concorrenza sleale. Sono un danno per tutti: per l’erario, che perde milioni di euro di gettito, e per la salute pubblica e la sicurezza dei turisti. «Una situazione inaccettabile - conclude il presidente Zangardi - amplificata dalla mancanza di sicurezza legata al sommerso e che rischia di essere una bomba per il settore e per la nostra capacità di attirare turisti».
Numeri sviluppati a partire dalle differenze tra i flussi turistici emersi dalle indagini campionarie (svolte Banca d’Italia sui turisti stranieri in Italia ed Istat sui Viaggi e Vacanze degli Italiani) e quelle effettivamente registrate nelle strutture ricettive ufficiali dello stesso istituto di statistica. Il risultato è appunto una discrepanza – una sorta di Tourist Gap – di 225,6 milioni di presenze, di cui solo una piccola parte è riferibile alle seconde case di proprietà: il grosso delle presenze si è realizzato tramite affitti in nero, b&b abusivi e altri operatori irregolari, frequenti soprattutto nel turismo religioso ed aziendale.
Il fenomeno sembra aver preso sempre più spazio nel corso di questa estate, limitando fortemente le ricadute positive di una stagione che ha registrato flussi turistici in aumento in ogni parte d’Italia. Secondo i dati dell’indagine realizzata dal Cst, su un campione di 2.350 strutture ricettive, complessivamente, quest’estate si è registrato un aumento di oltre 7,6 milioni di pernottamenti (+3,7%) e di oltre 1,9 milioni di arrivi (+4,1%), risultati al di sopra delle nostre stesse attese.

Venerdì, 13 October 2017 12:47

PICCOLE IMPRESE FOGGIANE SEMPRE PIU' A RISCHIO

C’è preoccupazione in casa Confesercenti in merito all’introduzione delle nuove regole della Banca Centrale Europea, in vigore dal 1° gennaio 2018 e sulle ripercussioni che potrà avere anche sulle piccole e medie imprese foggiane. Il documento in fase di consultazione sulle nuove modalità di gestione dei finanziamenti deteriorati da parte delle banche fa preoccupare. «Se non si procede ad una sostanziale modifica – commenta Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia - provocheranno una nuova restrizione dei prestiti concessi alle imprese, con gravi ripercussioni in particolare su quelle di micro, medie e piccole dimensioni».
«Il testo Bce – sostiene Ferrara in linea con la sua Confederazione – assottiglia il margine di discrezionalità delle nostre imprese a disposizione delle banche per gestire i crediti deteriorati, e dal prossimo anno le svalutazioni diventeranno automatiche: dopo sette anni, un credito deteriorato andrà, infatti, azzerato nonostante la presenza di garanzie». Per gli Npl (i prestiti non performanti), invece, basteranno due soli anni di permanenza in tale stato per richiedere accantonamenti integrali. Per quanto riguarda, infine, i crediti deteriorati già presenti nello stock delle Banche, la BCE richiede che gli Istituti con alti livelli di crediti deteriorati presentino strategie su come intendano ridurre tale portafoglio entro termini temporali molto contenuti.
Le conseguenze di questo provvedimento potrebbero, secondo alcune prime stime, costare 1,3 miliardi di euro annui al sistema bancario; e di conseguenza aumentare significativamente il costo del credito per le imprese, oltre a non aiutare la pur debole ripresa nell’erogazione dei finanziamenti al sistema produttivo nazionale. Se le banche dovessero fronteggiare un accantonamento di capitale fino al 100% del finanziamento in essere, le conseguenze a cui potremmo andare incontro prevedono una netta riduzione dell’erogazione del credito e maggiori tassi di interesse, a danno delle PMI.
Una frenata del credito, in particolare nella nostra Provincia che sta tentando a fatica di emergere dalla devastante crisi economica degli ultimi anni, determinerebbe effetti negativi sulle prospettive di crescita e sviluppo. Rafforzamento dell’economia e stabilità economica devono procedere di pari passo, e su scelte così importanti e cruciali la burocrazia non può sostituirsi alle decisioni che spettano ai governi dei Paesi Europei. In questo contesto e pur coscienti del valore della stabilità che deve essere garantita al sistema finanziario Ferrara auspica «che la bozza del provvedimento venga emendata nella direzione di non procurare danni alle imprese che in questi ultimi mesi stanno cercando di rialzarsi da una crisi di durata oramai ultradecennale».

Piace a Confesercenti Foggia il nuovo corso proposto dalla Regione Puglia per riattivare i voli e sostanzialmente rimettere in attività lo scalo aeroportuale di Foggia fermo dal 2011. «L'attivazione al “Gino Lisa” della base operativa della Protezione Civile – commenta Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia - annunciata dal Governatore della Puglia, Michele Emiliano, è una strada obbligata che va percorsa anche per recuperare le risorse disponibili con cui allungare la pista». «Così come apprezziamo - continua Ferrara - la pubblicazione, entro l'anno, di un bando di 7milioni di euro a esclusivo beneficio degli aeroporti di Foggia e Grottaglie per l'attivazione di nuovi voli». Per questo conclude Ferrara, «accogliamo l'invito del Governatore agli operatori turistici e industriali a dare un aiuto per smuovere le acque da troppo tempo stagnanti. Il presidente di Assoturismo Foggia e del Consorzio “Gargano Ok”, Bruno Zangardi, e gli operatori turistici sono pronti ad accettare la sfida del mercato se saranno messi in condizione di competere».
Zangardi aggiunge infatti che c'è «bisogno di certezze, perché non si può pensare di allargare la stagione turistica da aprile ad ottobre e suggerire i nostri eccellenti prodotti agroalimentari ed eno-gastronomici a nuovi mercati se non vi è la certezza del collegamento aereo capace di trasferire i turisti dal Nord Europa e da altri paesi che guardano con interesse al nostro Territorio e conseguenzialmente spostare rapidamente in nuovi mercati le nostre eccellenze agro-eno-gastronomiche». Per il presidente di Assoturismo è quindi «necessario avere sicurezze sui tempi di adeguamento della pista indicando la data di apertura al fine di programmare almeno con un anno di anticipo la stipula degli indispensabili accordi con i tour operator di riferimento; incentivare l'uso della mobilità area contribuendo per un periodo determinato al costo del biglietto a favore di turisti che soggiornano sul territorio per periodi superiori alla settimana, imprenditori locali che utilizzano il mezzo aereo per promuovere il loro business fuori regione come partecipazione a fiere, meeting, incontri B2B ecc., lavoratori e studenti fuori sede, cittadini costretti a viaggiare per motivi di salute».
A tal fine Assoturismo di Confesercenti ha chiesto, tramite la nostra Associazione regionale, un incontro all'assessore regionale alla mobilità per avere notizie sui programmi dei lavori del “Gino Lisa” auspicando un tavolo con tutte le istituzioni e i rappresentanti delle categorie economiche allo scopo di 1) affermare una nuova volontà propositiva; 2) fissare precisi obiettivi da perseguire con azioni decise e mirate; 3) prevedere chiari impegni ad investire, ognuno per la propria parte, in un arco temporale almeno di medio periodo; 4) implementare una rete di servizi per agevolare l'utilizzo dell'aeroporto da parte di tutto il territorio e delle province limitrofe. «Noi operatori siamo pronti – conclude il presidente Zangardi - e se avremo le garanzie richieste acquisteremo, nel periodo estivo, dai 20 ai 40 voli settimanali. Ma solo se ai vettori saranno garantiti i servizi da loro richiesti all'aerostazione».

Ad agosto 2017 l’Istat stima un aumento degli occupati pari a 36 mila unità (0,2% rispetto a luglio), confermando la persistenza della tendenza positiva già osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1%).
La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini, dopo l’incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo. Aumentano i dipendenti a termine, sostanzialmente stabili i permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti.
Nel periodo giugno-agosto si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +113 mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento interessa i lavoratori dipendenti, quasi esclusivamente a termine, mentre calano gli indipendenti.
Dopo l’aumento di luglio, la stima delle persone in cerca di occupazione ad agosto cala dell’1,4% (-42 mila). La diminuzione della disoccupazione interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di disoccupazione scende all’11,2% (-0,2 punti percentuali), quello giovanile al 35,1% (-0,2 punti).
Dopo la forte diminuzione del mese scorso, ad agosto la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è ancora in lieve calo (-0,1%, pari a -9 mila). La diminuzione è determinata dalle donne e dai 15-34enni, a fronte di un aumento tra gli uomini e tra gli over 35. Il tasso di inattività è stabile al 34,3%.
Nel trimestre giugno-agosto, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna sia il calo dei disoccupati (-1,2%, -36 mila) sia quello degli inattivi (-0,7%, -94 mila).
Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,6%, +375 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+417 mila, di cui +350 mila a termine e +66 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-42 mila).
A crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+354 mila), ma crescono anche i 15-34enni (+167 mila), mentre calano i 35-49enni (-147 mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-2,0%, -60 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,9%, -391 mila).
Al netto dell’effetto della componente demografica tuttavia, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

Entro il 2050, sarà over-60 una persona su cinque nel mondo. A stimarlo lOrganizzazione mondiale della sanità (Oms),
“A livello globale – dice l’Oms – la popolazione aumenta a ritmi sempre più veloci: oggi, per la prima volta nella storia, la maggior parte delle persone raggiungono e superano i 60 anni, mentre 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80. Il tasso di cambiamento più veloce sta avvenendo nei paesi a basso e medio reddito. Nella regione Sub-sahariana, che ha la più giovane struttura della popolazione al mondo, il numero di persone oltre i 60 anni di età dovrebbe aumentare di oltre tre volte, da 46 milioni nel 2015 a 147 milioni nel 2050.Nel 2050 l’80% della popolazione anziana vivrà nei Paesi a medio e basso reddito. E mentre in Europa la popolazione anziana è aumentata dal 10% al 20% in circa 150 anni, nei paesi come Brasile, Cina e India ci vorranno poco più di 20 anni per raggiungere lo stesso cambiamento”.

Secondo i dati OMS del 2015, “la popolazione anziana raddoppierà passando dai 900 milioni di individui a quasi 2 miliardi, e supererà il numero dei bambini di età inferiore ai 5 anni entro il 2020. Con il 21,4% dei cittadini over-65 e il 6,4% è over-80, l’Italia è il secondo paese al mondo per longevità dopo il Giappone, medaglia d’oro d’Europa seguita da Germania e Portogallo. Ma nei prossimi 20 anni circa anche Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana come quella del Giappone. Entro il 2050 la maggior parte degli over 60 – 120 milioni – vivranno in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo”.
“Dal punto di vista demografico è in atto una rivoluzione annunciata e confermata da una serie di prestigiosi studi come quello dell’OMS – dice Lino Busà, Direttore nazionale Fipac, la Federazione dei pensionati Confesercenti. Occorre che le società e i governi prendano atto di questo scenario che si va sempre più delineando d’invecchiamento della popolazione. Una presa di coscienza che porti ad una considerazione degli anziani nuova, come una risorsa da spendere ad esempio nel volontariato o nel welfare familiare. Insomma che si arrivi a comprendere che quei Paesi che investiranno nella silver economy ne vedranno un ritorno in termini crescita e coesione sociale”.

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