Una frenata più brusca di quanto atteso, da cui non si salva nemmeno l’online, e che per i piccoli negozi è la peggiore degli ultimi 5 anni. Uno stop che purtroppo conferma il nostro allarme sui consumi: secondo le nostre stime, nel 2018 difficilmente cresceranno più dell’1%, il risultato più basso dal 2014. Così Confesercenti sui dati Istat relativi alle vendite del commercio al dettaglio a settembre. A soffrire di più sono le vendite di beni alimentari, con una riduzione rispetto a settembre 2017 di 1,6% in valore e 3,1% in volume, mentre i non alimentari fanno registrare rispetto rispettivamente -3,1% in valore e -2,6% in volume. Considerando i 9 mesi già trascorsi, la variazione media si attesta a -0,7% in volume.
La frenata di settembre coinvolge tutte le forme distributive: la grande distribuzione (-1,2%) e persino il commercio online, con le vendite dell’eCommerce che vedono passare il progresso sull’anno dal +8,6% di agosto al ben più modesto +2,7% di settembre, quasi un terzo. Non c’è dubbio, però, che il crollo peggiore sia stato registrato dai negozi, che a settembre segnano una diminuzione sull’anno del -4,3%, ottavo risultato negativo su nove mesi del 2018 ed il peggiore dal 2013.
A pesare sui consumi è un clima di crescente incertezza, dovuto anche alle indeterminatezze che ancora circondano la manovra di bilancio, tuttora al centro di un confronto-scontro con le autorità europee. Una situazione che non preoccupa solo i mercati, ma anche gli operatori economici e le famiglie. Anche il miglioramento del clima di fiducia di queste ultime, infatti, è ascrivibile soprattutto alle valutazioni sulle prospettive future: i giudizi sul clima economico, personale e corrente invece peggiorano. Le nostre imprese, inoltre, ci segnalano il perdurare del rallentamento delle vendite, e anche il dinamismo del turismo pare essersi appannato.
“Il governo – dichiara Patrizia De Luise, Presidente Confesercenti – deve ristabilire la fiducia, e risolvere la “questione manovra” è il primo passo necessario.  Occorre riprendere un dialogo costruttivo con l’Europa per poter dare, nel più breve tempo possibile, sicurezze alle imprese ed ai consumatori sui provvedimenti in arrivo. Tra sette giorni dobbiamo dare una risposta chiara e autorevole alla Commissione europea. Un appuntamento a cui bisogna arrivare sapendo che non possiamo più permetterci questo clima di incertezza, che rischia di diventare un macigno sui consumi interni e pregiudicare ancor più la crescita”.

 

«Per rilanciare un piano strategico per la Capitanata dovremmo cominciare a guardare al territorio provinciale in termini di area vasta», lo afferma Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia. L'invito è rivolto a Nicola Gatta, nuovo presidente della Provincia, a cui l'Associazione, oltre a formulare auguri di buon lavoro, offre la piena e incondizionata disponibilità per individuare strategie ad hoc che, per la Capitanata, proprio per la sua unicità e la sua naturale attitudine ad essere Area Vasta, potrebbe rappresentare una grande occasione di futuro.
Questo fenomeno diventa indispensabile anche a causa della crisi delle Province come soggetti istituzionali intermedi, una volta parte di una struttura gerarchica verticalizzata, oggi ormai superata. Un migliore concetto di "macro-pianificazione" dovrebbe e potrebbe, comunque, di fatto rendere più efficiente l'azione di soggetti istituzionali intermedi di qualsiasi tipo, che, così come sono stati previsti dalla riforma Del Rio, "appesantiscono" il processo di coinvolgimento urbano e territoriale organico.
Introdurre un "metodo" di pianificazione territoriale innovativo potrebbe significare l'istituzione nell'Ente Provincia di una programmazione che agevoli lo sviluppo socio economico di prossimità.
Un passaggio di questo tipo non sarebbe poco in provincia di Foggia. Si tratterebbe di attivare modelli di pianificazione che sostituiscono i soggetti giuridici oggi considerati incerti. Naturalmente rifondando completamente il modo di concepire le "macro-pianificazioni" sulla scia della pianificazione delle Aree metropolitane che ha già i suoi "preliminari" e le sue esperienze mature, e che dal modello "centralizzato" tradizionale è passato a quello "policentrico" integrato, non fosse altro che per una questione di equità inter-territoriale. Quindi è un vantaggio e non solo una rivitalizzazione delle Province.
La nuova "pianificazione di area vasta" deve necessariamente chiamare in causa i Comuni diversamente responsabilizzati e specializzati, ovvero i sistemi poli-urbani della Capitanata. Non esiste, infatti, una sufficiente teorizzazione e messa a punto del modello della "Pianificazione di area vasta" post-Province e di conseguenza non esistono esperienze convincenti in merito.
L'area vasta è ancora una chimera tutta da inventare. Forse in modo più semplificato, l'area vasta si potrebbe rifare al concetto delle reti, ma con la individuazione di specifici "nodi" alle rispettive intersezioni (concetto analogo al policentrismo complesso dell'Area metropolitana), che, in tale caso, sono materializzati da strutture o servizi di eccezione territoriale "vasta". I "nodi" possono anche coincidere con i poli urbani minori, in modo più convincente, anche in questo caso secondo un modello poli-urbano.
Alcuni "nodi", se si preferisce strategici, saranno, quindi, assunti come "cerniere" speciali per la costruzione di reti ancora più grandi di carattere inter-territoriale, che nel caso della Capitanata diventa ancora più suggestiva ed originale.
La Capitanata, infatti è composta da una maglia dilatata poli-urbana, con essenziali infrastrutture della mobilità a geometria radiale e anulare concentrica, a scala territoriale ed inter-territoriale. È l'occasione massima per una sperimentazione esemplare ai massimi livelli. La Capitanata può diventare il modello pilota per una sperimentazione di pianificazione di area vasta a livello nazionale ed oltre. Forse la Capitanata diventerebbe un caso positivo, in un campo di estremo interesse per tutti quei territori, che non si identificano con l'area metropolitana. E forse ad utilità anche di quest'ultima.
L'Area Vasta che ripropone nei centri minori un modello simile all’area metropolitana? Sarebbe un paradosso, che comunque non è impossibile.

Sono ingiustificate le incertezze della Regione Puglia sui tempi di attuazione degli investimenti in Capitanata. Investimenti utili alla realizzazione di importanti infrastrutture, di rilevanza regionale e nazionale, della Provincia di Foggia che frenano l'economia reale del territorio.
«Non possiamo permetterci altri lunghi mesi di incertezza che minano irreversibilmente lo sviluppo del nostro territorio – dichiara Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia -. Il governatore Michele Emiliano deve tempestivamente dare, sul tema delle infrastrutture da realizzare, risposte chiare, autorevoli e convincenti. È giunto il momento di dissipare ogni sospetto sulla volontà delle strutture regionali di "trascurare" gli impegni assunti sulla realizzazione di investimenti per la piattaforma logistica dell'Incoronata, dell'allungamento della pista dell'aeroporto “Gino Lisa”, del porto di Manfredonia, di una mobilità interna capace di agevolare i flussi dei trasporti di persone e merci da e per le aree d'interesse delle nostre imprese turistiche e agroalimentari nonché di tutti gli investimenti previsti dal patto per la Puglia».
«Gli imprenditori del territorio devono fare la loro parte per agevolare l'immediata partenza dei lavori. Confesercenti propone di aprire un costruttivo dialogo tra il partenariato socioeconomico territoriale e regionale con la Regione Puglia - continua Ferrara che conclude: «Anche noi dobbiamo fare la nostra parte ed essere propositivi e in prima linea. Dobbiamo contribuire a riempire di contenuti le teste e non possiamo permetterci di parlare alla pancia e infastidire le orecchie dei portatori dei meriti e dei bisogni dell'area che rappresentiamo. Dobbiamo ripartire, impostare soluzioni di breve, media e lunga durata; saper ascoltare e trasmettere contenuti di prossimità; assicurare, nel rispetto della diffusione della cultura della legalità permanente e non delle paure causate da alcuni deplorevoli episodi, la sicurezza e la legalità nelle aree urbane per le imprese e i cittadini».

Lunedì, 08 October 2018 12:20

LE SCADENZE FISCALI DI OTTOBRE

Ottobre è un mese con molte scadenze fiscali, concentrate a metà e fine mese, come conferma anche FiscoOggi, il giornale on line dell’Agenzia delle Entrate.
15 ottobre:

  • Corrispettivi – tempo di registrazione dei corrispettivi. Commercianti al minuto e assimilati devono procedere alla registrazione, anche cumulativa, delle operazioni effettuate a settembre per le quali è stato rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale
  • Fatture vendita – ultimo giorno per effettuare l’annotazione, in un unico documento riepilogativo, delle fatture di importo inferiore a 300 euro emesse a settembre.
  • Fatturazione differita – i contribuenti Iva devono provvedere all’emissione e alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti a settembre, risultanti da documento di trasporto o da altro documento che identifichi i soggetti contraenti.

16 ottobre:

  • Contribuenti Iva, versamenti – i contribuenti Iva devono provvedere al versamento dell’ottava rata dell’Iva, relativa al 2017, risultante dalla dichiarazione annuale, con la maggiorazione del 2,31% a titolo di interessi. I modelli F24 con saldo finale pari a zero e quelli con utilizzo di crediti in compensazione orizzontale vanno presentati solo tramite “F24 web” o “F24 online”, tramite i canali Fisconline o Entratel, oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato. Nelle altre ipotesi sono utilizzabili anche i servizi di internet banking di banche, Poste italiane, agenti della riscossione e prestatori di servizi di pagamento.  I contribuenti Iva mensili devono versare l’imposta dovuta per il mese di settembre; per quelli che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità si tratta, invece, dell’imposta divenuta esigibile nel mese di agosto.
  • Persone fisiche, versamenti – le persone fisiche, titolari di partita Iva e le società di persone che hanno scelto il pagamento rateale, effettuando il primo versamento entro il 2 luglio, devono versare la quinta rata delle imposte risultanti dai modelli Redditi e Irap 2018, con applicazione degli interessi nella misura dell’1,15%, e del saldo dell’Iva relativa al 2017 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16/3/2018 – 30/6/2018 e con successiva applicazione degli interessi nella misura dell’1,15%. Quarta rata (con applicazione degli interessi nella misura dello 0,66%) per coloro che, applicando la maggiorazione dello 0,40%, si sono avvalsi della facoltà di differire il pagamento di trenta giorni e hanno versato la prima e la seconda rata entro il 20 agosto, ovvero della terza rata (con applicazione degli interessi nella misura dello 0,62%) per coloro che entro il 20 agosto hanno pagato solo la prima rata, sfruttando la possibilità prevista dal Dpcm 10 agosto 2018.
  • Soggetti Ires, versamenti – I soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, che hanno scelto il pagamento rateale effettuando il primo versamento entro il 2 luglio, devono versare la quinta rata delle imposte risultanti dai modelli  Redditi Sc e Irap 2018, con applicazione degli interessi nella misura dell’1,15%, e del saldo dell’Iva relativa al 2017 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorato dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16/3/2018 – 30/6/2018 e con successiva applicazione degli interessi nella misura dell’1,15%. Quarta rata (con applicazione degli interessi nella misura dello 0,66%) per i soggetti che, applicando la maggiorazione dello 0,40%, si sono avvalsi della facoltà di differire il pagamento di trenta giorni e hanno versato la prima e la seconda rata entro il 20 agosto, ovvero della seconda rata (con applicazione degli interessi nella misura dello 0,62%) per coloro che entro il 20 agosto hanno pagato solo la prima rata, sfruttando la possibilità prevista dal Dpcm 10 agosto 2018.
  • Locazioni brevi, versamenti – chi esercita attività di intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici devono versare la ritenuta del 21% operata sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese precedente relativi a contratti di locazione breve.
  • Sostituti d’imposta, versamenti – i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese di settembre sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di lavoro autonomo, provvigioni, redditi di capitale, redditi diversi, nonché le somme a saldo e in acconto trattenute sugli emolumenti o sulle rate di pensione corrisposte nel mese precedente.
  • Sostituti d’imposta, premi produttività – sempre i sostituti d’imposta devono versare l’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionale e comunale, nella misura del 10%, sulle somme erogate, nel mese di settembre, ai dipendenti del settore privato in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

17 ottobre:

  • Ravvedimento breve, versamenti – ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 17 settembre dai contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi. I non titolari di partita Iva possono presentare l’F24 per qualunque importo, senza utilizzo di crediti in compensazione, in forma cartacea presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate; in caso di compensazioni, devono utilizzare le modalità telematiche e, qualora il saldo finale sia pari a zero, esclusivamente i servizi dell’Agenzia. I sostituti d’imposta cumulano gli interessi dovuti al tributo.

25 ottobre:

  • 730-2018, dichiarazione integrativa – ultimo giorno a disposizione dei contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale per presentare a un Caf o a un professionista abilitato il modello 730 integrativo, qualora dalla elaborazione della precedente dichiarazione siano riscontrati errori che non incidono sulla determinazione dell’imposta ovvero la cui correzione determina a favore del contribuente un rimborso o un minor debito. La consegna va effettuata al Caf o al professionista anche in caso di assistenza prestata dal sostituto d’imposta.

31   ottobre:

  • Redditi Irap, presentazione – ultimo giorno utile per i contribuenti obbligati alla presentazione telematica della dichiarazione dei redditi e per coloro che, pur non obbligati, hanno scelto tale modalità, per trasmettere il modello Redditi PF 2018.
    Ultimo giorno utile per le società di persone ed enti equiparati per la presentazione telematica della dichiarazione dei redditi modello Redditi SP 2018.
    Ultimo giorno utile per i soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare per l’invio telematico della dichiarazione dei redditi modello Redditi SC 2018.
    Ultimo giorno utile per gli enti pubblici e privati diversi dalle società, compresi i trust, soggetti all’Ires, nonché società ed enti non residenti soggetti all’Ires per la presentazione telematica della dichiarazione dei redditi modello Redditi ENC 2018.
    Ultimo giorno utile per i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione Irap 2018per effettuare l’invio telematico, direttamente o tramite intermediari abilitati.
    I soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e i soggetti ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti, con esercizio coincidente con l’anno solare, devono effettuare la presentazione esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, del modello CNM 2018. Il modello deve essere presentato dalla società o ente controllante in forma autonoma, non potendo essere inserito nel modello Redditi SC 2017.
  • Redditi 2018 persone fisiche, versamenti – le persone fisiche non titolari di partita Iva, che hanno scelto il pagamento rateale effettuando il primo versamento entro il 2 luglio, devono versare la quinta rata delle imposte risultanti dal modello Redditi Pf 2018, con applicazione degli interessi nella misura dell’1,30%. L’adempimento riguarda anche i contribuenti titolari di  redditi da lavoro dipendente, pensioni o alcuni dei redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente che hanno presentato presentano il 730 in assenza di un sostituto d’imposta tenuto al conguaglio. Quarta rata per i contribuenti che si sono avvalsi della facoltà di differire il pagamento di trenta giorni, applicando la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,77%.
  • Modello 770-2018, presentazione – i sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, che nel 2017 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte, devono presentare la dichiarazione modello 770/2018, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati. Inoltre, devono trasmettere all’Agenzia delle entrate le Certificazioni uniche 2018 contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la precompilata corrisposti nel 2017.
  • Eredi, presentazione dichiarazione dei redditi – gli eredi di persone decedute nel 2017 o entro il 30 giugno 2018 devono provvedere alla presentazione, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, della dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.
  • Contribuenti Iva, adeguamento parametri – i contribuenti Iva devono provvedere al versamento dell’imposta dovuta in caso di adeguamento alle risultanze dei parametri per l’anno d’imposta 2017;
  • Iva, rimborsi infrannuali – i contribuenti Iva ammessi ai rimborsi infrannuali devono presentare la richiesta di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale.
  • Imposta di registro, contratti di locazione – i titolari di contratti di locazione e affitto devono versare l’imposta di registro relativa a contratti nuovi o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 1° ottobre. In caso di registrazione telematica, il pagamento è contestuale alla registrazione. La scadenza non riguarda i contratti di locazione abitativa per i quali si è scelto il regime della “cedolare secca”.
  • Rottamazione-bis cartelle di pagamento, versamento – i contribuenti che intendono perfezionare la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 devono pagare la terza rata del debito residuo che è stato comunicato dall’agente della riscossione. Invece, i “riammessi”, cioè coloro che avevano una rateizzazione in essere al 24 ottobre 2016 e non erano in regola con il pagamento delle rate scadute al 31 dicembre 2016 (compresi i “respinti” della precedente definizione agevolata), devono versare, in unica soluzione o la prima rata (pari al 40% dell’importo totale), del debito residuo comunicato dall’agente della riscossione.
  • Canone Rai, versamento – i contribuenti obbligati al pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, per i quali non è possibile l’addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche, devono pagare la quarta rata trimestrale (23,93 euro).
  • Scelta 8, 5 e 2 per mille, presentazione – ultimo giorno utile per i contribuenti non obbligati alla dichiarazione dei redditi per la presentazione della scheda per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.

 

Le annose problematiche del mercato settimanale di Foggia come il crollo delle concessioni ai venditori ambulanti (da oltre 600 a 270) e il trasferimento nella zona stadio al centro di una assemblea degli operatori del commercio su aree pubbliche svoltasi presso la Confesercenti Foggia a cui hanno partecipato l'assessore alle attività produttive, Claudio Amorese, il presidente provinciale di Confesercenti, Alfonso Ferrara, il presidente e il coordinatore dell'ANVA, Luigi Rodelli e Luigi Gaudiero.
Nel corso dell'incontro si è parlato innanzitutto del consistente ridimensionamento del mercato settimanale della città di Foggia da oltre 600 banchi autorizzati a 270 concessioni attualmente rilasciate, causato dalle numerose disdette intervenute per la scarsa attrattività del mercato stesso a seguito delle decisioni delle precedenti amministrazioni di decentramento dell'area mercatale. Attenzione è stata dedicata anche alla rimodulazione dei posteggi; alla graduatoria degli operatori concessionari degli stessi; alla richiesta di Confesercenti e delle altre associazioni di categoria di trasferire il mercato dall'attuale area di via Miranda nella precedente sede nei pressi dello stadio Zaccheria dove si è svolto fino al 2008.
«Il trasferimento dalla zona stadio a via Miranda – ha esordito il presidente Rodelli - venne contrastato dalla Confesercenti e non venne condiviso dagli utenti. L'allora amministrazione comunale proseguì nel suo scellerato intento, incurante della tutela di centinaia di operatori. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: oltre la metà dei concessionari di posteggi ha abbandonato quello che era il più importante mercato del Meridione. E ora, ulteriori ritardi potrebbero provocare la sua chiusura, aggiungendo danni agli operatori del commercio su aree pubbliche e alla popolazione che vedrebbe venire meno un calmieratore di prezzi e fulcro storico di aggregazione sociale».
Sulla rimodulazione dei posteggi e sulla redazione della graduatoria degli operatori del mercato settimanale, è intervenuto il coordinatore dell'Anva Gaudiero, informando l'assemblea di quanto discusso nella riunione svoltasi presso l'assessorato alle attività produttive el Comune di Foggia. Già in quella occasione l'assessore Amorese aveva ribadito che l'amministrazione comunale è intenzionata a collocare tutti gli operatori in via Miranda, previa graduatoria, precisando, inoltre, che le concessioni in essere sono 274 e che tale scrematura permetterebbe di rendere più agibile l’attuale area mercatale. Anva Confesercenti unitamente alla Fiva, in tale circostanza, avevano invece confermato la richiesta di trasferire il mercato dalla via Miranda nella vecchia sede nei pressi dello stadio.
Nell'assemblea svoltasi alla Confesercenti, l'assessore Amorese si è comunque impegnato a valutare con i tecnici del Comune e con le associazioni di categoria l'ipotesi di trasferire il mercato nell'area stadio nel rispetto delle norme di sicurezza per gli operatori e l'area limitrofa, e a proporre e sostenere in consiglio comunale la relativa proposta avanzata dagli operatori. L'assessore Amorese ha anche invitato l'associazione a collaborare per sollecitare i singoli operatori, assegnatari di posteggi in regola con gli adempimenti previsti dalla legge, a fornire regolare documentazione per determinare l’anzianità maturata a fini della graduatoria che sarà valida sia per l'assegnazione dei posteggi in caso di riorganizzazione dell'area di via Miranda sia in caso di trasferimento.
I lavori sono stati conclusi dal presidente provinciale di Confesercenti, Ferrara, che ha ringraziato l'assessore Amorese e l'intera amministrazione comunale per la disponibilità manifestata ad assumere decisioni che non riguardano solo gli operatori del commercio su aree pubbliche ma interessano tutti gli esercizi di vicinato, in quanto un mercato che si svolge in un'area urbana ad alta intensità residenziale e di attività commerciali non solo agevola l'utenza ma anima anche l'economia delle attività del territorio.
Chiosa, infine, Ferrara: «Siamo consapevoli di quanto in politica gli impegni assunti possano essere compromessi da equilibri indipendenti dalla volontà di chi li assume, per questo saremo vigili e decisi a non concedere sconti a nessuno».

Il Tax Credit librerie è stato un successo tra le indipendenti: su 1196 imprese che hanno presentato richieste, le librerie indipendenti sono state 920, il 77% del totale. Numeri che dimostrano l’efficacia dello strumento soprattutto fra le piccole attività: tra le indipendenti che hanno aderito, il 67% ha un fatturato inferiore ai 300mila euro l’anno”. Così Cristina Giussani, Presidente del Sil, il Sindacato italiano librai Confesercenti, commenta i dati relativi al numero di domande accettate per il tax-credit librerie diffusi dal Ministero per i Beni Culturali.
La Legge 27 dicembre 2017, n. 205 recante “Disposizioni applicative in materia di credito di imposta per gli esercenti di attività commerciali, che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri”, al suo primo anno di applicazione, istituisce un tax-credit rivolto alle librerie di vicinato. Oltre alle 920 librerie indipendenti, hanno presentato domanda 269 esercenti di librerie in franchising, il 22,5% dei richiedenti. Poi i gruppi editoriali: 7 catene, da cui sono arrivate lo 0,5% delle richieste. L’agevolazione è stata apprezzata dagli imprenditori in tutta Italia. Guardando il dettaglio territoriale delle sole librerie indipendenti, le domande di Tax Credit arrivano soprattutto dalla Lombardia (14,3% del totale) e dall’Emilia Romagna (10,1%). Seguono Veneto (9,7%) e Lazio (9,6%), mentre le regioni da cui sono arrivate meno richieste sono state Molise e Valle d’Aosta (0,3 e 0,2%). Entro i trenta giorni successivi alla chiusura della presentazione delle domande – avvenuta il 31 settembre – saranno assegnati i 4 milioni di euro già stanziati per l’anno 2018, comunicando ai soggetti interessati il riconoscimento del credito d’imposta spettante, calcolato sul fatturato maturato nell’esercizio finanziario dell’anno precedente, nonché sui parametri relativi alle voci di spesa.
“La misura ha centrato il bersaglio”, commenta Cristina Giussani, “I dati dimostrano che il tax credit si è rivelato efficace nell’offrire un supporto alle librerie indipendenti, in particolare quelle di minori dimensioni, che erano l’obiettivo principale del provvedimento e hanno mostrato di apprezzare lo strumento. I risultati confermano l’ottima gestione delle domande da parte della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Mibac, che ha mostrato grande professionalità e soprattutto disponibilità nell’aiutare chi è in difficoltà. Ma sono una fonte di soddisfazione anche per noi del Sindacato italiano librai, che sul Tax Credit abbiamo lavorato insieme al Ministero in tutte le fasi, dal concepimento alla messa in campo”, conclude Giussani. “Ora che il Tax Credit ha dato prova della sua efficacia, ci aspettiamo di vederne crescere l’adozione, visto che la misura è confermata anche per il prossimo anno con un plafond di circa 5 milioni di euro”.

La liberalizzazione del commercio introdotta dal Governo Monti ha portato alla chiusura di 55.951 negozi di piccole e medie dimensioni con gravi ripercussioni anche in provincia di Foggia. Nello stesso periodo che va dal 2011 al 2017, i megastore, al contrario, sono aumentati di oltre 2.400 unità in Italia. E’ quanto emerge da un’elaborazione condotta da Confesercenti su dati Istat e Mise per l’Adnkronos.
In particolare, la Confesercenti, nel corso dell’audizione tenutasi alla commissione Attività produttive della Camera, rileva che “con la totale deregulation” degli orari e dei giorni di apertura, complice naturalmente il calo dei consumi delle famiglie, ad aver subito il maggiore contraccolpo sono stati soprattutto gli esercizi commerciali di dimensioni più piccole: quelli con una superficie inferiore ai 50 metri quadri hanno registrato 31.594 chiusure; a seguire quelli tra i 50 e 150 mq con –22.873. Perdite di gran lunga inferiori per i negozi tra 150 e 250 mq (-754) e tra 250 e 400 mq (-730). In controtendenza risultano quindi i megastore con 2.419 nuove aperture.
Uno scenario questo che si riflette, di conseguenza, sulle quote di mercato dei consumi commercializzati. La Gdo nei 6 anni considerati ha guadagnato 7 miliardi pari ad un incremento di circa il 3% a danno dei piccoli. Nel 2011, infatti, la Gdo aveva una quota di mercato pari al 57.7%, salita nel 2016 al 60.2%, laddove il comparto ”tradizionale”, nel medesimo periodo, è passato dal 29.8% al 27.2%. In crescita anche il commercio online che ha guadagnato il 2.5 punti percentuali passando da una quota dell”1.9% al 4.4% mentre altre forme di commercio hanno perso terreno passando dal 10,6% a 8,2%.
La liberalizzazione inoltre ha inciso negativamente sull’ occupazione complessiva del settore senza creare posti di lavoro aggiuntivi: tra il 2012 e il 2016 infatti, gli occupati del commercio sono passati da 1.918.675 a 1.888.951 con una perdita di 29.724 posti di lavoro. Un calo dovuto soprattutto alla moria di piccoli negozi. A spingere il dato verso il basso è infatti il crollo dei lavoratori indipendenti, cioè imprenditori e collaboratori familiari, che in questi quattro anni sono diminuiti di oltre 62mila unità, e la flessione degli esterni (imprenditori della consulenza e altro, che appoggiavano la rete dei negozi di vicinato) che invece perdono oltre 17mila posti di lavoro. Un’emorragia di occupazione che la crescita dei dipendenti (+47mila) e dei lavoratori temporanei (oltre 3.400 in più) non è riuscita a compensare”.

Giovedì, 20 September 2018 11:13

SANITA': LA GUIDA PER TUTTE LE DETRAZIONI

Tra le numerose detrazioni previste dalla normativa fiscale italiana, quella delle spese sanitarie rappresenta la tipologia più richiesta. Dalle prestazioni specialistiche, alle analisi e ricoveri, dall’acquisto di alimenti speciali e di prodotti omeopatici, alle sedute di fisioterapia fino ai medicinali acquistati all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida ”Le agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie” con tutte le novità introdotte per il 2018, che contiene le detrazioni fiscali che è possibile richiedere a partire dalle dichiarazioni dei redditi del 2019.
“Per avere un’idea di quanto la voce ”spese sanitarie” sia presente nella dichiarazione dei redditi – sottolinea l’Agenzia delle Entrate – basta osservare i recenti dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2018: sono 720 milioni i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini nel periodo d”imposta 2017 e comunicati al Fisco da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali”.
“Nella maggior parte dei casi – si legge nella guida – per le spese sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente l”importo di 129,11 euro (la cosiddetta franchigia) In alcune situazioni, invece della detrazione dall’imposta lorda, si può usufruire di una deduzione dal reddito complessivo”.

 

Spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a:

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica);
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica;
  • acquisto di alimenti a fini medici speciali, con esclusione di quelli destinati ai lattanti;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi).

“Inoltre, sono detraibili – riporta la guida delle Entrate – nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, eccetera);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; quelle rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale”.

Il vademecum evidenzia le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf). Per ciascuna di esse sono specificati tutti i documenti che è necessario esibire all’intermediario che predispone e invia la dichiarazione o che devono essere conservati per eventuali controlli dell’Agenzia.
Un capitolo della guida è dedicato alle spese mediche generiche e a quelle di assistenza specifica, necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dalle persone con disabilità.

Clicca qui per visualizzare la guida alle spese sanitarie.

 

 

 

Il secondo semestre del 2018 conferma l’andamento positivo del mercato immobiliare. Le compravendite di abitazioni mostrano un incremento del 5,6%, i negozi del 5,4%, gli uffici del 6,7% e i capannoni del 1,3%. In rialzo anche gli scambi di box auto (+4,6%) e di cantine e soffitte (+8,6%).
È quanto emerge dal report trimestrale “Statistiche trimestrali”, i cui dati sono stati elaborati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, incrociando le informazioni provenienti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita con gli archivi del catasto edilizio urbano.
Il settore non residenziale – Il settore terziario-commerciale continua il suo trend positivo, crescendo dell’8,5%. In particolare, il mercato degli uffici e degli studi privati ha mostrato un rialzo significativo del 6,7% su scala nazionale, soprattutto se messo a confronto con il risultato negativo del trimestre precedente (-9,5%). Gli scambi di negozi e laboratori sono aumentati del 5,4%, con una crescita attenuata rispetto ai trimestri precedenti, mentre le transazioni di depositi commerciali e autorimesse hanno segnato un incremento del 10,7%, consolidando la tendenza degli ultimi mesi.  Il settore produttivo industriale, costituito prevalentemente da capannoni e industrie, mostra, invece, una crescita più modesta (+1,3%), in rallentamento rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente. Il produttivo agricolo, infine, ha registrato nel complesso un calo dei volumi di scambio del 4,2%, a fronte del +3% che aveva caratterizzato il trimestre precedente.
Abitazioni in positivo da oltre tre anni – Nel periodo aprile-giugno 2018 il settore residenziale ha realizzato 153.693 compravendite, confermando il trend positivo degli ultimi anni. L’aumento più consistente si è registrato nelle aree del Nord Est (+9,3%) e nelle Isole (+7,1%). Anche il segmento dei depositi pertinenziali, costituito per lo più da cantine e soffitte, consolida la dinamica positiva degli ultimi trimestri (+8,6%), registrando 17.820 compravendite, nonostante un leggero rallentamento rispetto ai periodi precedenti. Gli scambi di box e posti auto sono stati, invece, 90.000, in aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 e con un tasso più che doppio rispetto al trimestre precedente.
L’andamento nelle grandi città – Tra le maggiori città italiane, l’unica che mostra un leggero calo è Roma, pari al -0,8%, anche se la capitale resta quella con il maggior volume di compravendite (8.535 transazioni). Le migliori performance si registrano, invece, a Firenze e Genova, che crescono del 4,7%, a Milano e Palermo (+4,4%) e a Torino (+4%). Bene anche Bologna (+2,8%) e Napoli (+2,7%).

"Il consuntivo dall’operazione Spiagge Sicure conferma che, se c’è la volontà, combattere l’abusivismo dilagante è possibile e porta a buoni risultati. Per questo, esprimiamo il nostro più sincero apprezzamento per il lavoro svolto dal Viminale e dalle forze dell’ordine. Chiediamo, però, di portare il contrasto all’illegalità oltre le spiagge: l’abusivismo è profondamente radicato nel nostro tessuto economico, in tutti i settori. E dal commercio al turismo, muove un giro d’affari di ben 22 miliardi di euro e un esercito di almeno 100mila venditori irregolari". Così Confesercenti sui risultati dell’operazione “Spiagge Sicure”, diffusi oggi in conferenza stampa dal Vice Premier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Le vendite abusive e di materiale contraffatto rubano il 14% del fatturato delle imprese regolari di turismo e commercio. Una situazione particolarmente grave soprattutto nel commercio ambulante, dove l’abusivismo muove secondo le nostre stime un fatturato di 1,85 miliardi di euro – con un’evasione fiscale che sfiora il miliardo– e danneggia pesantemente, oltre alle imprese regolari, anche l’immagine e la qualità dei nostri mercati.
Ma il danno creato dall’illegalità coinvolge tutta la comunità: se le attività abusive fossero azzerate, l’Erario recupererebbe abbastanza entrate – oltre 11 miliardi di euro – per finanziare un cospicuo taglio dell’Irpef o un intervento sulla previdenza. E ci guadagnerebbe anche l’occupazione: la regolarizzazione farebbe emergere 32mila posti di lavoro aggiuntivi.

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