Chiedono risposte concrete le PMI foggiane in vista delle prossime elezioni politiche. «I programmi elettorali non convincono le Piccole e Medie Imprese», dichiara Alfonso Ferrara, presidente provinciale Confesercenti, commentando un’indagine commissionata dall'Associazione. «A meno di trenta giorni dalle elezioni, due imprenditori su tre bocciano le proposte avanzate finora dalle forze politiche, da cui invece si attendono proposte più concrete e mirate su fisco e sostegno all’impresa – afferma Ferrara -. Una situazione di incertezza che blocca anche l’economia: il 36%, infatti, segnala di voler rimandare a dopo le elezioni la decisione se procedere o meno con gli investimenti già programmati».
Prosegue il presidente di Confesercenti: «Le Piccole e Medie Imprese si avvicinano all’appuntamento elettorale con disincanto, nella convinzione che il risultato sia comunque in qualche modo già segnato: il 65% degli imprenditori intervistati, infatti, pensa che l’esito della consultazione sarà un Parlamento diviso. L’insoddisfazione del tessuto imprenditoriale rischia anche di dare una spinta all’astensionismo. A oggi, infatti, gli imprenditori che hanno già stabilito di rinunciare al voto sono il 25%, mentre un ulteriore 20% si dice ancora indeciso. Dati migliori della media dei cittadini, ma che portano a ipotizzare livelli di partecipazione inferiori a quelli registrati in occasione delle precedenti elezioni politiche, che hanno visto esprimersi il 79% degli imprenditori. Ad allontanare gli imprenditori dalle urne è soprattutto la sensazione di non essere considerati adeguatamente da nessun partito o movimento politico, motivazione indicata dal 62% degli imprenditori che non votano che sono ancora indecisi. Ma pesa anche una generale sfiducia nel sistema politico elettorale la mancanza, ad oggi, di programmi convincenti. La questione del programma, invece, è di massimo rilievo: il 33% degli imprenditori, infatti, ammette di dare il suo voto proprio a chi presenta le proposte più convincenti. Una quota di quasi dieci punti superiore sia a quel 24% che, di norma, sceglie chi lo rappresenta di più dal punto di vista politico, sia agli imprenditori che invece credono nel voto utile (27%) e sono pronti a dare la preferenza anche a chi li rappresenta solo parzialmente, ma ha maggiori possibilità di formare un governo stabile. Minoritaria, invece, la quota di chi orienta il proprio voto in base al carisma dei leader politici».
Tra le risposte che le imprese attendono dalla politica, spicca la questione fiscale. Il 56% degli intervistati, infatti, ritiene che la riduzione del peso delle imposte debba essere la priorità della prossima legislatura. Ma si cerca anche più sostegno alla piccola impresa (39%), semplificazione burocratica (30%), riduzione del costo del lavoro (28%) e un accesso al credito più semplice e meno costoso (18%). Richieste queste, ammonisce Ferrara, «avanzate da anni dal mondo della piccola e media impresa italiana, ma fino ad ora mai soddisfatte pienamente».
In questa prima fase della campagna elettorale si è parlato spesso di piccola e media impresa; ma al di là dei soliti riferimenti rituali, le proposte finora avanzate assomigliano più a slogan che a progetti ben definiti: restano infatti da chiarire le modalità di applicazione e le coperture.
«Nonostante questo, dal sondaggio emerge comunque un certo pragmatismo degli imprenditori, come dimostra l’ampia richiesta di stabilità, necessaria alle imprese per investire e progredire – prosegue il presidente Ferrara. Questo, però, non vuol dire che non si cerchino risposte. Anzi: dopo anni di vuoto, la richiesta si è fatta ancora più pressante. E adesso, che siamo a meno di un mese dalle elezioni ed il tempo stringe, le imprese vivono un’incertezza ed uno sconforto sempre più palpabili di fronte a proposte che, da chi vuole stringere ancora la cinghia a chi promette mari e monti, paiono comunque inadeguate. Serve un’inversione di tendenza, è necessario dare alle PMI il sostegno di cui hanno bisogno per agganciare finalmente e completamente la ripresa. Il paradosso è che la direzione indicata da tutte, proprio tutte le forze politiche, è quella giusta: la riduzione della pressione fiscale, richiesta da 6 PMI su 10. Ma la strada deve essere percorribile: occorre mettere in campo proposte credibili, mirate e realizzabili per dare ossigeno alle imprese. In particolare alle micro-attività urbane, che vivono un problema di sostenibilità che sta aumentando il degrado delle nostre città, ma che viene ignorato da tutte le forze politiche».
«Noi abbiamo elaborato un piano in dieci punti - conclude Ferrara – dal tax credit per le attività di vicinato all’accesso al credito, dalle misure per il recupero degli immobili sfitti al sostegno del turismo e un piano d' investimento a favore delle infrastrutture territoriali – che riteniamo possa dare uno shock positivo alle PMI. Nei prossimi giorni le invieremo a tutti i candidati».

Ultimo giorno utile per la regolarizzazione del versamento dell’acconto IVA relativo all’anno 2017 non effettuato (o effettuato in misura insufficiente) entro il 27 dicembre 2017 (ravvedimento), con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve), per i contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili che trimestrali.
Tramite modello F24 con modalità telematiche, direttamente (utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo, tranne nel caso di modello F24 a saldo zero, ai servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate) oppure tramite intermediario abilitato.
I Codici Tributo sono:

  • 1991 – Interessi sul ravvedimento – Iva
  • 6013 – Versamento acconto per Iva mensile
  • 6035 – Versamento IVA acconto
  • 8904 – Sanzione pecuniaria Iva

Le categorie  di contribuenti interessati sono:

  • Lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali;
  • Imprenditori artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio, ecc.
  • Società di persone, società semplici, Snc, Sas, Studi Associati;
  • Società di capitali ed enti commerciali, SpA, Srl, Soc. Cooperative, Sapa, Enti pubblici e privati diversi dalle società;
  • Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie.
Martedì, 16 January 2018 09:59

LA BOLKESTEIN E LE SUE CONTRADDIZIONI

Continua a tenere banco la questione relativa al commercio su aree pubbliche. Per Luigi Rodelli, presidente di Anva Confesercenti Provinciale, gli interventi contenuti nella Legge di Bilancio e operativi da pochi giorni stanno creando il caos nel settore e comporteranno «gravi ed ingiustificabili limitazioni all’attività di impresa», condannando anche le «imprese del commercio su aree pubbliche della provincia di Foggia alla marginalizzazione e portando a differenze insostenibili tra gli operatori».
«Quella che è stata erroneamente annunciata e presentata come una norma salva ambulanti e salva Bolkestein - aggiunge Rodelli - e che avrebbe dovuto porre rimedio agli interventi legislativi e amministrativi, susseguitisi nel corso degli ultimi anni getta ora completamente nel caos un comparto che occupa circa 3mila lavoratori e produce un fatturato di oltre 100milioni di euro, rappresentando un elemento essenziale per l’equilibrio del comparto distributivo della nostra Provincia».
Il Presidente di Anva, sottolinea che la proroga sul rinnovo delle concessioni contenuta nella Legge di Bilancio “spacca in due il settore”. «Tutti i Comuni che hanno provveduto, sulla base delle normative previgenti alla proroga, a predisporre i bandi per il rinnovo delle concessioni di commercio su aree pubbliche, dovranno portare a termine le procedure avviate: è un diritto acquisito da tutti coloro che hanno regolarmente presentato domanda». Queste concessioni, così rinnovate, avranno scadenza al 2030. Gli operatori che invece non hanno potuto partecipare al rinnovo – ora prorogato – restano invece nell’incertezza. «Ma la proroga - spiega il Presidente Rodelli - non è l’unico vulnus ai diritti degli imprenditori del settore: negativo anche il giudizio sul limite al numero di concessioni, come se chiedessero ad Esselunga di limitarsi a una manciata di punti vendita, e sul richiamo al reddito degli operatori da cui consegue, come si legge nella missiva, che il commercio su aree pubbliche non è più una forma di libero commercio, ma attività sottoposta e condizionata allo status sociale del titolare».
«Il riferimento al reddito – conclude Rodelli – è quanto di più aberrante si possa prevedere in materia di “libera impresa2, in nome del quale si è dato avvio alle più sfrenate azioni liberalizzatrici. Ora invece, per il commercio su aree pubbliche, si torna al passato, al “codice Rocco” del 1931 che, per gli ambulanti, prevedeva il controllo da parte della Questura. Ci sono numerose imprese regolari che di fatto hanno visto azzerarsi il valore commerciale del proprio lavoro, che verranno condizionate alla verifica del reddito e che saranno limitate nell’azione di impresa: non potranno affittare l’azienda e non potranno nemmeno essere titolari di più concessioni. Una follia da cui è urgente tornare indietro: non lasceremo che il settore venga degradato e condannato alla marginalizzazione».

 

Giovedì, 11 January 2018 12:10

LE PROSSIME SCADENZE FISCALI

Lunedì 15 è giorno di scadenze fiscali. Lo rende noto lo scadenzario di FiscoOggi, il giornale on line dell’Agenzia delle Entrate, che ricorda come: “i commercianti al minuto e assimilati devono procedere alla registrazione, anche cumulativa, delle operazioni effettuate nel mese di dicembre 2017 per le quali è stato rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale”.
Lunedì 15 gennaio è anche l'ultimo giorno utile per effettuare l’annotazione in un unico documento riepilogativo delle fatture di importo inferiore a 300 euro emesse nel mese di dicembre 2017. 
I contribuenti Iva devono provvedere all’emissione e alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese di dicembre 2017, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti contraenti. Le fatture devono contenere la data e il numero dei documenti cui si riferiscono. Per tutte le cessioni effettuate nel mese precedente nei confronti degli stessi soggetti è possibile emettere una sola fattura riepilogativa.
Infine i soggetti che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a 18.000 euro annui, compresi gli enti e gli organismi pubblici e le Amministrazioni centrali dello Stato, devono inviare una comunicazione al pensionato dell’accoglimento o meno della richiesta di effettuazione del pagamento rateale del canone Rai.
Martedì 16, invece, secondo lo scadenzario fiscale: “I contribuenti Iva mensili devono versare l’imposta dovuta per il mese di dicembre 2017 (per quelli che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità si tratta, invece, dell’imposta divenuta esigibile nel mese di novembre) utilizzando il modello F24 con modalità telematiche direttamente (tramite i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo, tranne nel caso di modello F24 con utilizzo di crediti in compensazione, ai servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste italiane e agenti della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate) oppure tramite intermediario abilitato, indicando il codice tributo 6012 (versamento Iva mensile dicembre)”.

Mercoledì, 10 January 2018 09:48

LAVORO, OCCUPAZIONE IN CRESCITA

Record di occupati a novembre. Il tasso di occupazione 15-64 anni è salito al 58,4% con un aumento di 0,2 punti percentuali su ottobre e di 0,9 punti su novembre 2016. A novembre 2017 gli occupati in Italia erano 23.183.000 con un aumento di 65.000 unità su ottobre e di 345.000 su novembre 2016. Lo rileva l‘Istat spiegando che si tratta del livello più alto dall’inizio delle serie storiche (1977). Il tasso di occupazione che tiene conto degli effetti demografici è ancora al di sotto del livello massimo del 2008 di 0,5 punti. Per le donne il tasso di occupazione sale al 49,2%, il livello più alto di sempre.
Cresce soprattutto l’occupazione dipendente (+497.000 occupati dipendenti rispetto a novembre 2016), e tra questa quella a termine (+450.000 unità a fronte di appena 48.000 in più a tempo indeterminato). Rispetto a ottobre gli occupati dipendenti sono aumentati di 68.000 unità (+14.000 permanenti e +54.000 a termine). In pratica i dipendenti a termine sono cresciuti del 18,3% rispetto a novembre 2016 mentre i dipendenti permanenti sono aumentati dello 0,3%. Gli indipendenti sono diminuiti di 3.000 unità su ottobre e di 152.000 unità su novembre 2016.
Se nel complesso il tasso di occupazione ha raggiunto il 58,4%, un livello ancora mezzo punto inferiore ai livelli del 2008, per le donne il tasso è ora al 49,2%, il livello più alto di sempre (oltre 1,5 punti percentuali superiore e a quello del 2008). Il dato è ancora molto inferiore comunque a quello maschile (67,6%).
L’aumento dell’occupazione, soprattutto a causa dell’andamento demografico e della stretta sull’accesso alla pensione, si concentra tra gli over 50 che segnano una crescita di 52.000 occupati su ottobre e di 396.000 occupati su novembre 2016. Si registra un aumento comunque anche degli occupati tra i 15 e i 24 anni (+76.000 unità rispetto a novembre 2016) e tra i 25 e i 34 anni (+34.000). Tra i 35 e i 49 anni si sono persi 161.000 occupati.  Il tasso di occupazione tra i 50 e i 64 anni è al 60,1% con un aumento di 1,5 punti rispetto a novembre 2016.
Tra i 15-24enni il tasso di occupazione è cresciuto di 1,4 punti rispetto a novembre 2016 mentre tra i 25 e i 34 anni il tasso è salito di 1,2 punti percentuali. Tra i 35 ei 49 anni il tasso è salito di 0,3 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione a novembre è sceso all’11% dall’11,1% di ottobre, al livello più basso dopo settembre  2012. Lo rileva l’Istat sottolineando che il tasso è diminuito di un punto percentuale rispetto a novembre 2016. I disoccupati totali sono 2.855.000 con un calo di 18.000 unità su ottobre e di 243.000 unità su novembre 2016.
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a  novembre scende al 32,7% in calo di 1,3 punti rispetto a ottobre. L’Istat spiega che rispetto a novembre 2016 si registra un calo di 7,2 punti percentuali. E’ il tasso più basso da gennaio 2012. Il tasso di occupazione in questa fascia di età è al 17,7% con un aumento di 0,5 punti rispetto a ottobre e di 1,4 punti rispetto a novembre 2016.

Venerdì, 05 January 2018 18:43

BUSTE BIODEGRADABILI, ALCUNE INDICAZIONI

Sacchetti biodegradibili per frutta e verdura non più gratuiti per i consumatori. Confesercenti p.m.i. Foggia ricorda che, dal 1° gennaio 2018, è entrata in vigore una legge, approvata lo scorso agosto per adempiere ad una Direttiva europea, che porta delle novità nell’uso dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri, che sono quelli normalmente utilizzati nei negozi, nei supermercati e nei mercati per imbustare, pesare e prezzare alimenti sfusi come frutta, verdura, carne, pesce e affettati di salumi ecc. che, finora, venivano ceduti gratuitamente.
La norma ha previsto che i sacchetti siano biodegradabili e compostabili e che tali caratteristiche siano certificate dal loro produttore, che è obbligato ad apporre su ogni sacchetto i propri elementi identificativi, nonché diciture idonee ad attestare che le borse prodotte rientrino in una delle tipologie commercializzabili.
La legge prevede, inoltre, che tali sacchetti dovranno essere composti da materiali biodegradabili per il 40%, che diventerà 50% dal primo gennaio 2020 e 60% dal primo gennaio 2021, per cui è consigliabile non acquistarne in grandi quantitativi che poi non potranno più essere commercializzati.
Questa tipologia di sacchetti leggeri ed ultraleggeri, infine, possono essere utilizzati e ceduti solo previo pagamento da parte dei consumatori, come già previsto per le normali buste della spesa e, comunque, purché la loro cessione risulti dallo scontrino o fattura di vendita delle merci o dei prodotti imballati. Il costo dei sacchetti potrà variare da un negozio all’altro, ma è consigliabile che si aggiri tra 1 e 3 centesimi ciascuno.
Questi sacchetti, infine, come già quelli biodegradabili venduti alle casse dei negozi al dettaglio (esercizi di vicinato o supermercati e ipermercati) per contenere la spesa venduta confezionata, potranno essere usati successivamente per contenere i rifiuti organici per il loro smaltimento differenziato.

Il nuovo anno parte con gli sconti. Tra domani e sabato prenderanno il via in tutta Italia i saldi invernali 2018, primo grande appuntamento commerciale dell’anno. La prima regione a partire sarà la Basilicata, martedì 2 gennaio, cui seguirà la Valle D’Aosta il 3 gennaio. In tutte le altre regioni, le vendite di fine stagione scatteranno venerdì 5 gennaio, con l’esclusione della Sicilia che inizierà per ultima sabato 6 gennaio, in coincidenza con l’Epifania.
Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno infatti circa 280mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno subito sconti del 30-40%. Interesse top anche tra i clienti: circa un italiano su due (il 47%) ha già deciso che approfitterà dell’occasione per fare almeno un acquisto, valutando di investire, mediamente, 150 euro a persona. E’ quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali condotta da Confesercenti in collaborazione con SWG su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori.
“Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media, ed i saldi invernali somiglieranno un black friday ‘sotto casa’, solo più accessibile e di maggiore durata”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti. 
I consumatori.  Oltre al 47% di italiani che hanno già deciso di partecipare ai saldi, c’è anche un altro 41% di nostri concittadini che valuterà le occasioni di risparmio prima di decidere se acquistare o meno. L’aumento di interesse dei consumatori nei confronti dei saldi viene confermato dalle intenzioni di spesa: chi ha già deciso di acquistare prevede in media un budget di 150 euro a persona, e l’86% si dice pronto a spendere come o più dello scorso anno.
Si cercheranno, in particolare, calzature: un nuovo paio di scarpe è l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani, indicato dal 28%. Seguono i prodotti di maglieria, preferenza per il 22% di chi partecipa ai saldi, ed i pantaloni (14%). Alto l’interesse anche per i prodotti tessili e moda per la casa (9%) e per i capispalla, come giubbotti e giacconi, ricercati dal 7% dei consumatori.
I negozi. Complessivamente, aderirà ai prossimi saldi una su tre delle oltre 800mila attività commerciali italiane. Quest’anno sarà particolarmente alto lo sconto medio di partenza: il 56% dei negozi partirà con il 30%, mentre il resto praticherà riduzioni iniziali ancora più sostanziose, comprese tra il 40 ed il 50% del prezzo di cartellino. Riduzioni più sostanziose del normale per sopperire ad un anno che, per il commercio moda, è stato ancora fiacco. Il 22% dei negozianti ha registrato durante l’anno una flessione delle vendite sull’anno precedente, contro un 18% che le ha viste crescere. Per sei negozi su dieci, invece, sono rimaste sostanzialmente stabili sullo scorso anno. E ancora molto lontane, dunque, dai livelli pre-crisi.
Lo stato di persistente sofferenza del settore risulta evidente dalle tante chiusure registrate durante l’anno: secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, Le imprese del settore tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature nel 2017 sono diminuite rispetto al 2016 dell’1,9%, pari appunto a 2.406 imprese. Tra le regioni la diminuzione più forte si registra in Piemonte (-3,2%), Trentino A.A. (-3,4%), Umbria (-4,2%) e Valle d’Aosta (-6,9%). Più contenuti i cali di imprese del Lazio (-1,1%) e della Campania (-0,9%). Tra le province, la maglia nera va a Terni, dove la diminuzione di negozi di moda tocca il -8,5%. Seguono la provincia d’Aosta (-6,9%), Pavia (-5,2%) e Padova (-4,9%).

Martedì, 12 December 2017 11:21

COMMERCIO, VENDITE IN CALO AD OTTOBRE

 

Autunno gelato per il commercio. Dopo il rimbalzo positivo di settembre, ad ottobre le vendite tornano a calare, registrando la peggiore frenata dell’anno, sia rispetto al mese precedente che sull’anno. Senza un Natale positivo che riesca ad invertire la tendenza, sarà difficile che il 2017 del commercio si chiuda in attivo.
Così l’Ufficio Economico Confesercenti commenta i dati sul commercio al dettaglio di ottobre diffusi oggi dall’Istat.
Ad allarmare, infatti, è un andamento delle vendite che fino a questo momento è stato decisamente sotto tono. Nei primi 10 mesi dell’anno, nonostante la bassa inflazione, la dinamica è rimasta negativa anche in volume (-0,7%), e appare difficile che le performance di novembre e dicembre possano portare il 2017 a ribaltare il risultato, anche se i segnali cautamente ottimistici che registriamo tra i consumatori per il prossimo Natale ci portano a nutrire qualche speranza in più per le feste.
Lo scenario generale rimane comunque preoccupante, soprattutto per gli esercizi di vicinato. La cui situazione, pure all’interno di un ottobre negativo per tutti i format, appare comunque particolarmente grave: le imprese con cinque addetti o meno hanno registrato un vero crollo, con un calo del volume di vendite mese su mese che, secondo le nostre stime, arriva al -3,1%.
Dati che dimostrano come il tema della salvaguardia dei negozi di vicinato – essenziali non solo per la nostra economia e per l’attrattività turistica delle nostre città, ma anche per la qualità della vita e la sicurezza dei territori – sia sempre più centrale. Per questo proponiamo di estendere a tutte le attività di vicinato mononegozio con fatturato annuale al di sotto dei 150mila euro il credito di imposta fino a 20mila euro su Imu, Tasi, Tari e sull’eventuale affitto già approvato come emendamento dalla Commissione bilancio del Senato per le librerie indipendenti. Un intervento che riteniamo possa dare nuovamente ossigeno a tutte le attività commerciali di quartiere, fermando la desertificazione dei negozi: negli ultimi dieci anni ne sono spariti più di 100mila.

 

Mercoledì, 22 November 2017 11:25

ROTAIE D'AUTUNNO, PIACE IL TURISMO IN TRENO

Alla scoperta di un Gargano nascosto con il progetto “Rotaie d’Autunno”, organizzato dall’Associazione “Rotaie di Puglia” e finanziato dal bando regionale InPuglia365 Autunno sui binari delle Ferrovie con il treno dei Laghi di Puglia. Si è trattato di un viaggio speciale da Foggia a Cagnano Varano finalizzato alla conoscenza del territorio, del borgo antico di Cagnano e delle ricchezze collocate sulle sponde del Lago di Varano. L’iniziativa ha registrato un forte successo di partecipazione tanto da far terminare i 160 posti disponibili in soli quattro giorni.
Il viaggio è iniziato da Foggia con un quarto d’ora di ritardo rispetto alle previsioni a causa di un guasto sulla linea adriatica che ha comportato ritardi e difficoltà a quanti sono giunti a Foggia da Bari e Barletta. La traccia oraria larga ha però permesso di raggiungere Cagnano in perfetto orario dopo aver consentito la salita di viaggiatori anche a San Severo e Apricena. Durante il viaggio d’andata si è passati dai 150 km/h della tratta da Foggia a San Severo sulla linea Adriatica, ai 30 km/h nel tratto precedente all’arrivo a Cagnano per favorire le attività fotografiche dei viaggiatori. Straordinaria la veduta offerta dalla Majella innevata visibile in lontananza dopo aver lasciato San Severo e non da meno è stato il Lago di Lesina poco dopo. La nuova galleria di Monte Tratturale, una tra le più lunghe del Sud Italia, ha sancito la separazione tra l’alta velocità e la bassa, dando cosi avvio ad un viaggio slow che ha tenuto i viaggiatori incollati agli ampi finestrini del convoglio Flirt, soprattutto quando il Lago di Varano si è mostrato a loro con una vista mozzafiato. Giunti a Cagnano i viaggiatori, accolti da guide locali, hanno raggiunto con una lunga passeggiata la Grotta di San Michele, quasi a compiere un pellegrinaggio e da qui, a bordo di bus delle Ferrovie del Gargano, la località Bagno di Cagnano dove hanno visitato il Museo del Lago e il sito archeologico dei Pannoni. A tutto ciò, prima di tornare a Cagnano per visitare il centro storico, è seguita una corposa degustazione di prodotti tipici locali preparata dagli chef dell’Associazione dei Cuochi di Gargano e Capitanata, dall’Associazione “Montagna del Sole” di Cagnano Varano, dalla Pasticceria “Noir” di San Marco in Lamis e dall’Azienda Agricola “Turco di Lesina che hanno fatto conoscere e assaporare le eccellenze contadine e dolciarie del promontorio.
Nel viaggio di ritorno i viaggiatori, hanno compilato i questionari per un’indagine voluta da “Pugliapromozione” prima di giungere in perfetto orario nelle proprie stazioni di origine.
«È stato un esperimento riuscito – dice Luigi Mighali, presidente di “Rotaie di Puglia” –. Con i tempi regionali di attuazione del bando non era facile riuscire a mettere a punto un programma così ampio in pochissimi giorni, eppure grazie all’attrattiva suscitata, siamo riusciti a riempire il treno in poche ore. Certo – continua Mighali – le imperfezioni con tempi così stretti non sono mancate, però stiamo cercando di porre le basi per organizzare, in tempi ragionevoli, iniziative che possano portare su questi binari un turismo di qualità nei prossimi mesi».

Mercoledì, 22 November 2017 10:49

TURISMO SUL GARGANO, PARTE PROGETTO DI PROMOZIONE

Prove tecniche di sistema turistico sul Gargano. Obiettivo: destagionalizzare l'offerta e fornire più servizi a chi sceglie la "montagna del sole" per le proprie vacanze. Un primo step è stato raggiunto nel corso di un forum coordinato dalla Confesercenti Foggia a cui hanno partecipato Assoturismo, il Consorzio "Gargano Ok", Ferrovie del Gargano e Marlin Tremiti. Sul tavolo le priorità del territorio e dei suoi operatori da coniugare con le esigenze dei vacanzieri. A breve saranno verificate le prime proposte congiunte per meglio aggredire il mercato con offerte capaci di soddisfare le esigenze della domanda.
In via Monfalcone, nuovo quartier generale della Confesercenti Foggia, sono già al lavoro. «Un'esigenza ormai improrogabile – ha commentato Franco Granata, direttore della Associazione, aprendo i lavori dell'incontro -. Il Gargano sta registrando un numero di presenze sempre più elevato ma occorre mettere insieme i servizi per migliorare l'offerta e ridurre quei gap che ancora registra il nostro territorio, soprattutto per quanto concerne le infrastrutture, come la carenza di una rete viaria più... turistica e l'inattività sempre più ingiustificabile dell'aeroporto "Gino Lisa" di Foggia. Un percorso virtuoso, se vogliamo, ma necessario dove CAT Innova Confesercenti redigerà un progetto da presentare alla Regione per rafforzare il Gargano e i Monti Dauni all'interno del brand Puglia».
C'è dunque chi è pronto a creare rete. Il Consorzio "Gargano Ok", Ferrovie del Gargano e Marlin Tremiti (centro diving dell'arcipelago diomedeo da anni punto di riferimento di Università ed Enti di ricerca) hanno iniziato a lavorare per condividere offerte e servizi. «Un sistema che noi abbiamo già concretizzato – ha ribadito Bruno Zangardi, a capo di "Gargano Ok" e presidente provinciale di Assoturismo Confesercenti - e che intendiamo arricchire con nuove alleanze imprenditoriali. Va in tal senso il contatto con Ferrovie del Gargano e Marlin Tremiti, stakeholder che abbiamo individuato sul nostro territorio. Le nostre strategie di mercato ci portano verso futuri e interessanti mercati dove sarà indispensabile attingere nuova linfa per le strutture ricettive dei nostri associati. Insomma, ci stiamo preparando a importanti sfide e vogliono farlo con partner privilegiati e con prospettive interessanti».
Anche in casa Ferrovie del Gargano il progetto è seguito con molta attenzione. «Da anni la nostra azienda – ha ribadito per l'occasione Vincenzo Germano, presidente delle FerGargano e vicepresidente Confindustria Foggia con delega al territorio – stiamo lavorando sullo sviluppo turistico del Gargano dedicando più servizi e collegamenti, con treni e bus da e per Roma e il Nord Italia, per favorire i flussi dei vacanzieri. Siamo pronti a mettere in rete i nostri servizi, consapevoli che sia necessario inculcare sempre più negli operatori, ma anche negli amministratori locali, una mentalità e una operatività più attenta alle esigenze degli ospiti e dell'imprenditoria locale».
C'è chi aspetta con attenzione un nuovo "collegamento" tra le Tremiti e il Gargano. «Un cordone ombelicale che va rianimato – ha aggiunto Adelmo Sorci, responsabile della Marlin Tremiti ed esperto delle esigenze delle isole adriatiche – perché in questi anni le nostre Isole sono state praticamente dimenticate dalla Puglia e dal Gargano: scarsa attenzione da parte degli enti preposti, poco rete con il promontorio garganico e flussi esigui tra offerte ricettive. Noi della "Marlintremiti" crediamo nel sistema e questo spunto voluto dal Confesercenti può e deve essere un punto di partenza importante. Primo step rendere proficui i collegamenti marittimi tra le Tremiti e Rodi Garganico».
Soggetti diversi ma unico obiettivo: un'offerta turistica più in linea con le esigenze di mercato e in materia di servizi. «Questo incontro – ha chiosato Alfonso Ferrara, presidente provinciale di Confesercenti – ha permesso a noi tutti di capire che, per fare sistema, basta guardarci anche attorno. Fare propria e affidare le reciproche offerte in materia turistica è di fondamentale importanza in un territorio dove l'industria delle vacanze va a braccetto con le ricchezze agro-alimentari. Siamo una terra ricca dove il sole ci regala tutto. Ora spetta a noi imprenditori creare una cabina di regia intelligente che non viva solo sulla carta».
A breve seguiranno altri incontri promossi da Confesercenti Foggia e Assoturismo.

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