Mercoledì, 09 January 2019 11:37

FISCO, AL VIA LA "ROTTAMAZIONE" DELLE CARTELLE

 

Al via l’operazione “saldo e stralcio” delle cartelle.  L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet il modello per presentare la domanda di adesione al provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2019 che consente alle persone in situazione di grave e comprovata difficoltà economica di pagare i debiti fiscali e contributivi in forma ridotta, con una percentuale che varia dal 16 al 35 % dell’importo dovuto già “scontato” delle sanzioni e degli interessi di mora.
La legge considera in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica le persone fisiche con ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare non superiore a 20mila euro, oppure per le quali, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulti già aperta la procedura di liquidazione prevista dalla cosiddetta legge sul sovra indebitamento (articolo 14-ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3).
Il modello SA–ST, dove “SA–ST” indica “saldo e stralcio”, deve essere presentato entro il 30 aprile 2019 ed è disponibile, oltre che sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, anche in tutti gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.

Chi può beneficiare del provvedimento. Il modello SA-ST per aderire al “saldo e stralcio” è riservato ai contribuenti persone fisiche che dimostrino di avere i requisiti reddituali e patrimoniali indicati dalla legge (ISEE del nucleo familiare non superiore a 20 mila euro) e che abbiano debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti esclusivamente da:

  • omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’art. 36-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e all’articolo 54-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  • omesso versamento di contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Possono aderire al “saldo e stralcio” anche le persone fisiche per le quali risulta già aperta la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della Legge n. 3/2012 (legge sul sovra indebitamento) alla data di presentazione della dichiarazione di adesione. Rientrano nell’agevolazione anche i contribuenti che, nel rispetto dei requisiti in termini di ISEE e per le sole tipologie di debiti previste dalla legge, hanno aderito alle precedenti “rottamazioni delle cartelle” previste dal DL n. 193/2016 e dal DL n.148/2017 e non hanno perfezionato integralmente e tempestivamente i pagamenti delle somme dovute.

Quanto si paga. Sarà possibile estinguere i debiti riportati nelle cartelle e negli avvisi interessati dal “saldo e stralcio” senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora e pagando una percentuale che varia in base alla situazione economica del contribuente. In particolare si verserà il 16% dell’importo dovuto a titolo di capitale e interessi in caso di ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.500 euro, il 20% con ISEE da 8.500 fino a 12.500 euro e il 35% se il contribuente ha un ISEE compreso tra 12.500 e 20mila euro. Nel caso di persone fisiche per le quali risulta aperta la procedura di liquidazione prevista dalla legge sul sovraindebitamento, la percentuale per il pagamento è pari al 10% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi. Saranno comunque dovute le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e di rimborso spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Come e dove presentare la domanda. Il modello SA–ST deve essere correttamente compilato in tutte le sue parti. Dopo aver riportato i dati personali, bisogna indicare le cartelle o gli avvisi per i quali ci si vuole avvalere del provvedimento “saldo e stralcio”. Successivamente bisogna attestare di trovarsi in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, riportando i riferimenti della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata ai fini ISEE e segnalando il valore ISEE del proprio nucleo familiare o allegando, nel caso di procedura di liquidazione, la copia conforme del relativo decreto. Nel modello il contribuente deve inoltre specificare se intende procedere al versamento della somma dovuta in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019 oppure in 5 rate di importo variabile (35% del totale dovuto entro il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, il 15% entro il 31 luglio 2020, il 15% entro il 31 marzo 2021 e il restante 15% entro il 31 luglio 2021) con un interesse annuo del 2 per cento a decorrere dal 1° dicembre 2019.

Il modello SA–ST deve essere presentato entro il 30 aprile 2019, tramite posta elettronica certificata (PEC), insieme alla copia del documento di identità e alla documentazione richiesta, alla casella PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento, oppure consegnato agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Eventuali ulteriori modalità di presentazione saranno pubblicate, tempo per tempo, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

Per chi resta fuori scatta la rottamazione-ter. In assenza dei requisiti, la presentazione della domanda di adesione al “saldo e stralcio”, come previsto dalla legge, sarà considerata in automatico come richiesta di accesso alla definizione agevolata prevista dall’art.3 del DL n. 119/2018, la cosiddetta rottamazione-ter.

La comunicazione delle somme dovute. Entro il 31 ottobre 2019 Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà al contribuente l’ammontare delle somme dovute e le scadenze delle singole rate per il “saldo e stralcio” oppure, in mancanza dei requisiti, ovvero in caso di debiti comunque definibili ai sensi dell’art.3 del DL n. 119/2018, gli importi dovuti calcolati secondo la cosiddetta rottamazione-ter, con le relative scadenze di pagamento.

 

La direttiva Bolkestein non è più applicabile al commercio su aree pubbliche. Quello che in tutti questi anni ci era stato dichiarato come immutabile è invece cambiato.
«La cosa più importante – commenta Luigi Rodelli, presidente dell’ANVA Foggia - è che non vale più la previsione secondo cui il titolo concessorio non può essere rinnovato automaticamente né possono essere accordati vantaggi al prestatore uscente. In secondo luogo, l’abrogazione dell’art. 70 comporta la soppressione del meccanismo in base al quale, in sede di Conferenza unificata, erano stati individuati, con l’intesa tra Stato e Regioni, i criteri per il rilascio ed il rinnovo delle concessioni. Rimangono ancora da definire le procedure e le tempistiche che dovranno essere adottate per il rinnovo delle concessioni attualmente in essere. Spetterà alle Regioni, depositarie della potestà legislativa in materia di commercio su aree pubbliche, stabilire mediante quali procedure e modalità debba avvenire la riassegnazione delle stesse».
Nuove prospettive anche per il rinnovo delle concessioni. «A nostro parere alla scadenza della proroga prevista dalla legge di Bilancio 2017 – prosegue Rodelli -, i cui effetti si esauriranno il 31 dicembre 2020, le concessioni in essere dovranno essere rinnovate, con durata decennale, al 31 dicembre 2030. Siamo quindi soddisfatti del risultato ottenuto, il nostro giudizio politico è più che soddisfacente, seppure, da un punto di vista tecnico, la norma contenuta nella legge di Bilancio lascia ancora aperti dubbi sulle procedure che seguiremo costantemente per completare l’intervento legislativo nella maniera auspicata». «La strada da noi indicata – conclude Rodelli - ci sembra la più lineare e coerente, perché permetterebbe finalmente al nostro settore di uscire da un decennio di incertezza che ne ha fortemente ridimensionato la vivacità, generando un processo di dequalificazione dei mercati. Il nostro impegno sarà quindi orientato a far applicare quanto sopra anticipato attraverso la definizione di precisi indirizzi normativi. In questa direzione ci attiveremo subito nei confronti del Ministero competente, delle Commissioni parlamentari e della Regione Puglia».

Sull’utilizzo degli investimenti aggiuntivi, totale l’appoggio della Confesercenti Foggia a Fabio Porreca, neo rieletto alla Camera di Commercio di Foggia. «Sono sicuro che Porreca, in qualità di presidente dell’ente camerale, sintesi del sistema socioeconomico provinciale, saprà vigilare per evitare un meccanismo perverso in base al quale gli investimenti aggiuntivi verrebbero utilizzati per le spese ordinarie come sembra quando si parla della viabilità della nostra Provincia, per liberare risorse distratte dai loro compiti e destinate a investimenti aggiuntivi e straordinari nelle aree del nord»: a dichiararlo è Franco Granata, direttore di Confesercenti Foggia.
Secondo Granata andrebbe invertito il basso livello di spesa ordinaria del Meridione rispetto a quello del Centro-Nord. «Sorgono, quindi, interrogativi sulla ripartizione delle risorse per il Sud Italia tra aggiuntive e ordinarie, poiché perpetrare, come hanno fatto i precedenti governi, i perversi meccanismi di uso degli investimenti ordinari e straordinari produce effetti non in linea con quelli sperati». «Sono sicuro - conclude Granata - che su questi principi la Camera di Commercio di Foggia farà sentire la sua voce e non si limiterà solo a seguire la scia».

Martedì, 01 January 2019 20:14

SALDI INVERNALI AL VIA DAL 2 GENNAIO

 

Tra domani e sabato prenderanno il via in tutta Italia i saldi invernali 2019, primo grande appuntamento commerciale dell’anno. Le prime regioni a partire saranno la Basilicata e la Sicilia martedì 2 gennaio, cui seguirà la Valle D’Aosta il 3 gennaio. In tutte le altre regioni, Puglia compresa, le vendite di fine stagione scatteranno venerdì 5 gennaio.
Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno infatti circa 280mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili. Interesse top anche tra i clienti: circa un italiano su due (il 47%) ha già deciso che approfitterà dell’occasione per fare almeno un acquisto, valutando di investire, mediamente, 122 euro a persona, par a circa 280 euro a famiglia. È quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali condotta da Confesercenti in collaborazione con SWG su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori.
“Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media e l’assortimento molto ampio, visto il meteo incerto che ha caratterizzato la stagione invernale. Per i consumatori sarà meglio del Black Friday, con un periodo di sconti più lungo e tutti i vantaggi del negozio tradizionale”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti. “Conoscere i prodotti ed essere conosciuti dal commerciante, con cui si costruisce un rapporto di fiducia, e poter valutare toccando con mano i prodotti da acquistare. Un’occasione di risparmio per i consumatori, ma anche di vendita per le imprese, che cercano l’inversione di tendenza dopo l’ennesimo anno fiacco. Anche le vendite di Natale, seppure positive, sono state sotto le attese”.
Una sensazione confermata dal sondaggio sui consumatori: il 45%, infatti, ha ammesso di aver aspettato i saldi di gennaio per terminare almeno un acquisto di Natale. Complessivamente, comunque, il 48% degli italiani ha già deciso di partecipare ai saldi. A questi si aggiunge un ulteriore 27% che valuterà le occasioni di risparmio prima di decidere se acquistare o meno. Solo 1 italiano su 4 – il 25% ha deciso già di non comprare. Tra chi compra, il 16% spenderà di più, mentre il 70% cercherà di tenersi sulle stesse cifre dello scorso anno. Si cercheranno, in particolare, calzature: un nuovo paio di scarpe è l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani, indicato dal 28%. Seguono i prodotti di maglieria, preferenza per il 22% di chi partecipa ai saldi, ed i pantaloni (14%). Alto l’interesse anche per i prodotti tessili e moda per la casa (9%) e per i capispalla, come giubbotti e giacconi, ricercati dal 7% dei consumatori.

 

Saranno circa 6,6 milioni gli italiani che passeranno la notte di San Silvestro in viaggio. Un numero record – sono 600mila in più dello scorso anno – favorito dal calendario, visto che l’anno nuovo inizia martedì e saranno molti gli uffici che non riprenderanno l’attività prima del 2 gennaio. Un ponte che allunga la durata delle vacanze – quattro giorni in media – e che fa lievitare la spesa media per persona, quest’anno di 859 euro, circa 100 euro in più rispetto allo scorso anno. E non si rinuncia nemmeno al cenone: per salutare a tavola l’anno nuovo gli italiani spenderanno 111 euro a famiglia, per una spesa complessiva che sfiora i 3 miliardi di euro.

A passare il Capodanno tra le mura domestiche, con amici e/o parenti, sarà il 71%. Rimane alta, però, anche la quota di chi sceglierà di festeggiare in un locale o al ristorante (il 9%), quasi il doppio di cinque anni fa. All’1% il gruppo che la notte del prossimo 31 dicembre sarà costretto a lavorare e al 3% quello di chi non farà festeggiamenti perché non può permetterselo. Una quota leggermente superiore a quella dello scorso anno, ma in riduzione rispetto al 5% rilevato nel 2013. A trainare la spesa sono le regioni del Sud, con un budget previsto per il cenone di 114 euro in media per famiglia. Circa sei euro in più del Nord Ovest, la macroarea dove si registra la spesa più bassa.
Il 74% dei viaggiatori festeggerà il 2019 in una meta del nostro Paese. Diminuisce, invece – anche sull’onda delle tensioni sulla sicurezza – la quota di viaggiatori diretti in Europa, che passa dal 23 dello scorso anno al 20%; solo il 6% stapperà lo spumante in viaggio in un altro continente. In generale, in Italia o all’estero, i nostri concittadini cercheranno soprattutto una vacanza all’insegna di cultura e città d’arte, preferenza indicata dal 44% degli intervistati. Più di uno su quattro – il 27% – sceglierà invece una meta montana. In Italia, si registra un buon dinamismo soprattutto delle regioni con località di montagna – Val d’Aosta, Piemonte, Veneto, Friuli e Trentino Alto-Adige, ma anche Toscana e Abruzzo – e delle tante città d’arte tra cui si segnala la crescita di Milano e Verona.  In Europa, invece, ci si orienta soprattutto per le grandi capitali: Londra, Berlino e le metropoli dell’est Europa. Al di fuori dei confini continentali si inizia ad assistere alla rinascita (turistica) della costa meridionale del mediterraneo dopo lo stop imposto ai viaggiatori dai problemi di stabilità politica dell’area. In particolare, si rileva un aumento dei viaggiatori diretti in Egitto e Tunisia.


Tra questa e la prossima settimana circa 34 milioni di persone nel nostro Paese riceveranno la sospirata tredicesima mensilità, per un valore complessivo di circa 44,3 miliardi, l’1,2% in più rispetto allo scorso anno. Ma cresce anche la quota del totale delle tredicesime che verrà destinata al risparmio (+5,8% sul 2017, circa 600 milioni in più) per un totale di circa 11 miliardi di euro. Più o meno stabile, invece, la quota destinata agli acquisti: saranno 22,4 miliardi, lo 0,2% in più rispetto allo scorso anno, oltre la metà del monte complessivo della tredicesima mensilità. È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Economico Confesercenti sui dati di un survey condotto con SWG.
Oltre 10,8 miliardi di euro, invece, verranno utilizzati per saldare conti in sospeso e mutuo: una cifra elevata (si tratta del 22% del totale), ma in diminuzione dell’1,1% rispetto al 2017. Tra le spese, come sempre, faranno la parte del leone quelle per la casa e la famiglia: questa voce assorbirà il 32% del totale delle tredicesime, per un totale di 14,7 miliardi, circa 219 milioni di euro in più rispetto al 2017. Diminuisce, invece, la quota della mensilità destinata ai doni: quest’anno saranno circa 7,7 miliardi euro, con una flessione del -2,2% (-171 milioni).
I regali più gettonati sono libri (segnalati dal 41% degli intervistati), capi d’abbigliamento (38%), regali gastronomici (33%), vini (20%), accessori moda, giochi o videogiochi e prodotti tecnologici, tutti e tre al 19%. Più distanti nella classifica dei doni più acquistati l’arredamento/cose per la casa (indicati dal 14%), gli elettrodomestici (11%), seguiti da calzature (8%) e viaggi (4%). Molto diversa, invece, la classifica dei regali che gli italiani vorrebbero trovare sotto il proprio albero. In cima alle preferenze, a grande distanza, ci sono i buoni acquisto, da spendere come e quando si vuole nei negozi di propria scelta e desiderati dal 20% degli intervistati. Seguono i libri (16%), i prodotti tecnologici ed i regali enogastronomici (entrambi al 15%), poi capi d’abbigliamento (13%), profumi o cosmetici (8%), smartbox o simili (5%), arredamento/cose per la casa (4%) e infine gioielli e giochi (entrambi al 2% delle preferenze).

Si apre un nuovo quinquennio in via Protano, a Foggia per Fabio Porreca. Presidente uscente della Camera di Foggia, Porreca è stato rieletto all'unanimità alla guida dell'Ente per il quinquennio 2018-2023.
«Sono sicuro che, dopo aver scongiurato il paventato accorpamento con la Camera di Commercio di Bari, dedicherai, unitamente al partenariato socio-economico, il massimo impegno per il superamento del gap infrastrutturale della nostra Provincia», commenta Franco Granata, direttore di Confesercenti dopo l'elezione di Porreca al vertice dell'ente camerale. «Certo che saprai porre la Camera di Commercio di Foggia al centro di un modello di pianificazione strategica di Area Vasta capace di agevolare lo sviluppo socio economico di prossimità, ti auguro buon lavoro. Ritienimi, unitamente all'associazione che mi onoro di dirigere, ad incondizionata disposizione. Ancora auguri», conclude Franco Granata.

"Il bonus cultura 18App è stata un’esperienza molto positiva. Abbiamo visto in libreria ragazzi che prima non venivano. La maggior parte dei ragazzi, ha visto 18App come un ‘regalo’ che permette di avvicinarsi alla cultura gratuitamente. Senza librerie nei territori anche il bonus è destinato fatalmente a diventare meno efficace e strategico”. Così il Sindacato Italiano Librai – SIL Confesercenti, oggi in audizione presso la Commissione Istruzione Pubblica – Beni culturali al Senato con una delegazione guidata dalla Presidente nazionale di SIL Cristina Giussani, dal Vice Presidente Antonio Terzi e dal Coordinatore Nazionale Ermanno Anselmi.
“È ben noto come il settore della cultura in Italia versi in situazioni critiche”, si legge nel documento consegnato da SIL alla Commissione. “Solo il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno, con una dinamica in costante decremento da anni. Un popolo che non legge è un popolo senza capacità critica e soprattutto senza preparazione alla partecipazione nella vita attiva e istituzionale del Paese. La stagnazione della nostra economia è, a nostro avviso, molto legata a questi temi ed è urgente che si riconosca al settore della cultura la sua valenza economica. Siamo altresì convinti che la base della risoluzione del problema sia l’allargamento della base dei lettori, introducendo tutte le azioni possibili, in un’interconnessione fra editori, librai, insegnanti e bibliotecari, arrivando il più presto possibile ad un provvedimento di legge complessivo ed organico, con l’adeguata disponibilità finanziaria che preveda la promozione della lettura attraverso tutti i canali possibili, incluso quello delle librerie”.
Proprio per questo, continua il documento, “per la 18App il nostro sindacato si è molto speso nell’aiutare a registrarsi sia i librai che i ragazzi, convinti che sia anche un’opportunità per gli esercenti e per i ragazzi ad avvicinarsi ad un mondo digitalizzato. La nostra esperienza è dunque molto positiva e abbiamo visto davvero molti ragazzi in libreria, che prima non venivano”.
Preoccupa però, sottolineano i librai, la possibilità che in futuro “venga richiesto di vendere i libri tramite Voucher 18App con uno sconto, in modo da ‘aumentare’ il valore del buono. Questa possibilità ci vede in disaccordo: il tema della marginalità è centrale per la sopravvivenza dei librai e soprattutto riteniamo indispensabile far capire ai lettori il valore reale di un libro. Dietro al prezzo di copertina ci sono tante professionalità e svilire il valore di tutto questo lavoro, offrendo uno sconto sistematico, non ci sembra educativo. Così come speriamo non si aggiungano alle possibilità di spesa strumenti informatici, vedi telefonini o tablet, perché, a nostro avviso, allontanerebbero 18App dalla sua funzione originaria, cioè quella del consumo culturale. Crediamo invece che andrebbe incentivato l’utilizzo nei musei e nei teatri, sempre per quell’indicazione fornita dall’Istat che dove non si legge, non si va al museo, né a teatro o al cinema”.

Entro il 31 dicembre i libretti al portatore, bancari o postali, ovvero i libretti non nominativi e quindi non riconducibili ad alcun soggetto specifico, dovranno essere estinti“. Lo afferma in una nota il Ministero dell’Economia, ricordando che l’obbligo di estinzione è previsto dal decreto legislativo 231 del 2007, concernente misure di contrasto al riciclaggio.
Cosa fare
Chi è in possesso di un libretto al portatore deve presentarsi entro il 31 dicembre agli sportelli della banca o di Poste italiane che hanno emesso il libretto e scegliere se chiedere la conversione del libretto al portatore in un libretto di risparmio nominativo; trasferire l’importo complessivo del saldo del libretto su un conto corrente o su altro strumento di risparmio nominativo; chiedere la liquidazione in contanti del saldo del libretto.

Sanzioni per i ritardatari
Dopo il 31 dicembre, i libretti al portatore saranno inutilizzabili. Ciò significa che banche e Poste italiane non potranno dar seguito a richieste di movimentazioni sui predetti libretti e, fermo restando l’obbligo di liquidazione del saldo del libretto a favore del portatore, saranno obbligate a effettuare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che applicherà al portatore “fuori tempo massimo” una sanzione amministrativa da 250 a 500 euro.

Libretti nominativi
Già a decorrere dal 4 luglio 2017, con il recepimento nella normativa italiana della IV direttiva europea antiriciclaggio, banche e Poste italiane devono emettere esclusivamente libretti di deposito nominativi. Dalla stessa data i libretti bancari o postali al portatore non possono più essere trasferiti da un portatore ad un altro. La novità è in linea con quanto indicato dagli organismi internazionali che si occupano di formulare regole e indirizzi per tutelare l’economia dai rischi di infiltrazioni criminali nel sistema finanziario e che già da tempo suggerivano di limitare progressivamente l’utilizzo di strumenti finanziari e titoli al portatore.

Banche e Poste italiane
Dovranno dare la massima informazione e diffusione alle disposizioni in materia di estinzione dei libretti al portatore, rammentando alla clientela l’importanza di prestare la massima attenzione al rispetto dei termini fissati dalla legge.

 

Copertura sanitaria, tecnologia blockchain, agevolazioni per il credito, convenzioni esclusive e vantaggiose nel settore bancario, assicurativo e automobilistico grazie a partner del calibro di UniSalute e BNL Gruppo BNP Paribas.
I vantaggi degli associati sono al centro di “Confesercenti dà voce alle aziende”, titolo e claim della campagna pubblicitaria che accompagna il tesseramento 2019 dell’Associazione, che rappresenta e sostiene con il suo universo di servizi oltre 350mila imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria.
La campagna, iniziata sabato 17 novembre, ha un testimonial d’eccezione: il presentatore e conduttore televisivo Carlo Conti, tra i volti più noti ed amati della televisione italiana. Conti presta la sua immagine per testimoniare il valore ed i vantaggi offerti dal tesseramento Confesercenti in uno spot tv trasmesso la prima volta durante la partita di calcio di Nations League Italia-Portogallo, su RaiUno.
Lo spot, ispirato al mood dei quiz show per la tv, è in rotazione fino al primo dicembre su RaiUno, RaiDue, RaiTre e RaiNews e sulla piattaforma web RaiPlay, ed anche sui grandi schermi di 594 cinema in tutta Italia, raggiungendo così oltre 20 milioni di spettatori. Ad accompagnare il messaggio televisivo un’estesa campagna di comunicazione sui social media e su supporti visual, con circa 500 affissioni di elevata qualità sulle strade statali, provinciali e comunali di tutta Italia.
L’obiettivo della campagna di tesseramento 2019 di Confesercenti è diffondere presso la più ampia platea possibile la consapevolezza dei vantaggi e dei servizi offerti agli associati. A partire dalla novità della copertura sanitaria integrativa Hygeia, la mutua sanitaria dedicata a imprenditori e professionisti, garantita dal partner di Confesercenti UniSalute.
Un’opportunità che si aggiunge al conto bancario e canone telepass gratuito per un anno offerti da BNL Gruppo BNP Paribas, e ai servizi di blockchain e di agevolazione del credito messi a disposizione da Confesercenti per gli associati, a cui sono riservate dall’associazione anche numerose convenzioni utili a tutelarne l’attività e a garantire gli imprenditori e le imprenditrici – e le loro famiglie – su ogni piano, da quello professionale a quello personale, con vantaggi consistenti su assicurazioni, telefonia, mezzi di trasporto e promozione dell’attività.
Maggiori informazioni sui servizi e sulle possibilità offerte da Confesercenti ai soci sul sito www.confesercenti.it o presso le 130 sedi territoriali dell’associazione in tutta Italia.

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