È online in versione definitiva sul sito dell’Agenzia delle Entrate “Il tuo Isa”, il software che consente a imprese e professionisti di calcolare il proprio indice sintetico di affidabilità fiscale e beneficiare, in funzione del valore raggiunto, di una serie di vantaggi come l’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Gli indici di affidabilità fiscale (Isa), che a partire dalla dichiarazione Redditi 2019 sostituiscono gli studi di settore e i parametri, riguardano varie attività economiche dei comparti agricoltura, manifattura, commercio, servizi e professioni.
Come calcolare #IltuoISA – Il programma che consente di calcolare l’indice sintetico di affidabilità fiscale per tutti gli Isa approvati è disponibile sul sito internet dell’Agenzia, al percorso Home – Schede – Dichiarazioni – ISA (Indici sintetici di affidabilità). Una volta scaricato, il software consente di: caricare i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, creare una nuova posizione (o aprire una posizione precedentemente salvata), inserire i dati necessari per il calcolo e preparare la posizione da allegare alla dichiarazione dei redditi. I dati forniti dall’Agenzia potranno, non appena disponibili, essere consultati e acquisiti sia in modalità puntuale, tramite il cassetto fiscale, direttamente dal contribuente o dall’intermediario delegato, sia in modalità massiva, attraverso il servizio Entratel, da parte degli intermediari per i propri clienti. Una volta valorizzati i quadri l’applicazione fornisce un riscontro trasparente – espresso con un punteggio da 1 a 10 – sul livello di affidabilità raggiunto. “Il tuo Isa” mette anche a disposizione delle funzionalità aggiuntive, come per esempio il salvataggio archivi. In caso di problemi nell’installazione del prodotto è possibile contattate il servizio di assistenza telefonica al numero verde 800 279 107, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00.
I benefici per i contribuenti più affidabili – Per il periodo d’imposta 2018 viene attribuito un grado di affidabilità fiscale espresso in una scala che varia da 1 a 10. Come stabilito dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 maggio 2019, per le imprese e i professionisti che raggiungono un punteggio almeno pari a 8 è previsto l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta, nonché la riduzione di un anno dei termini per l’accertamento dei redditi di impresa e di lavoro autonomo e dell’IVA. I contribuenti con Isa almeno pari a 8,5 sono esclusi, inoltre, dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici; coloro che ottengono un punteggio da 9 in su sono esclusi anche dall’applicazione della disciplina delle società non operative e dalla determinazione sintetica del reddito complessivo, laddove il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato.
La consultazione dei dati da parte degli intermediari – Per l’acquisizione massiva dei dati necessari ai fini dell’applicazione degli Isa, gli intermediari incaricati dell’invio telematico già in possesso della delega alla consultazione del cassetto fiscale del contribuente devono trasmettere all’Agenzia, attraverso il servizio Entratel, un file contenente l’elenco dei contribuenti per cui risultano delegati. Gli intermediari non delegati alla consultazione del cassetto fiscale del contribuente, invece, devono acquisire una specifica delega, valida solo per l’acquisizione dei dati necessari per l’applicazione degli Isa, insieme alla copia del documento di riconoscimento del delegante (in formato cartaceo o elettronico) e trasmettere all’Agenzia, attraverso il servizio telematico Entratel, un file contenente l’elenco dei contribuenti per cui risultano delegati.
Gli Isa, in breve – A partire dall’anno di imposta 2018, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (introdotti con il Dl n. 50/2017) sostituiscono definitivamente gli studi di settore. Il nuovo strumento – costruito con una metodologia statistico-economica che si basa su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta – punta a fornire a lavoratori autonomi e imprese un riscontro accurato e trasparente sul proprio livello di affidabilità fiscale nell’ottica di incrementare la tax compliance. Con gli Isa gli operatori economici possono quindi valutare autonomamente la propria posizione ed eventualmente correggere i dati comunicati al Fisco, oltre a dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare la propria “pagella” di affidabilità.

“Bisogna aumentare le possibilità di crescita del reddito e di occupazione, per ridare fiato ad un’economia che fatica”. La domanda continua ad essere debole, con consumi stagnanti che riflettono, nel complesso, una economia in stallo. Questa l’analisi dell’Ufficio economico di Confesercenti che commenta i dati Istat sull’inflazione.
Il dato definitivo sulla dinamica dei prezzi del mese di maggio fotografa un ulteriore rallentamento di un decimale, rispetto alle già poco consistenti variazioni ipotizzate nelle anticipazioni: la variazione mensile è quindi pari a zero invece che 0,1, quella acquisita sull’anno 0,8 invece che 0,9. Anche l’inflazione di fondo, sia al netto di energetici e fresco alimentare che al netto solo degli energetici, si riduce di due decimali e si ferma, rispettivamente, a 0,4% e 0,5%.

Si ribadisce, anzi si rafforza, dunque, l’idea che, a parte variabili esterne o situazioni occasionali – il maltempo a maggio che ha causato una crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati – la situazione dei prezzi sia completamente ferma, con una stasi della domanda e una capacità di offerta in questo momento sovradimensionata.
Bisogna aumentare le possibilità di crescita del reddito e di occupazione, per ridare fiato ad un’economia che fatica e rasserenare gli orizzonti di famiglie ed imprese. Intanto si apre il primo round di colloqui con la Commissione europea per evitare la procedura di infrazione: l’impegno del Governo in questa direzione, che deve allontanare con decisione la prospettiva di una manovra aggiuntiva, è determinante. Contemporaneamente, occorre una politica economica che riesca ad invertire i segnali di debolezza che arrivano dall’economia, impegnando risorse per investimenti e consumi.

Congratulazioni per la fiducia ricevuta ai neo eletti sindaci di Foggia, San Severo, Torremaggiore, San Giovanni Rotondo e Orta Nova da parte del presidente Alfonso Ferrara, del direttore Franco Granata e della giunta provinciale di Confesercenti a Franco Landella (rieletto primo cittadino di Foggia), Francesco Miglio (San Severo), Emilio Di Pumpo (Torremaggiore), Michele Crisetti (San Giovanni Rotondo) e Domenico Lasorsa (Orta Nova) giungano gli auguri di buon lavoro forieri di una migliore qualità della vita delle intere comunità amministrate.
La Confesercenti Foggia offre alle rielette amministrazioni comunali una incondizionata collaborazione, nella consapevolezza che solo una proficua sinergia, tra i livelli istituzionali ed i portatori d'interesse delle varie categorie di cittadini, può contribuire a migliorare lo sviluppo socio-economico di prossimità e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ci sarà anche una folta delegazione di panificatori di Foggia, dei Monti Dauni e del Gargano alla riunione organizzativa del grande evento che si terrà in concomitanza con “Matera 2019”, kermesse culturale internazionale. Si tratta di un convegno per la valorizzazione e la tutela del patrimonio “pane” del centro sud e delle isole organizzato da Fiesa Assopanificatori Nazionale che si terrà nel prossimo mese ottobre. La riunione organizzativa preliminare si terrà il 9 giugno, alle ore 10, presso la sede della Confesercenti di Matera (via Ugo La Malfa, 3/b).
Sarà una grande kermesse dove tra i protagonisti ci sarà anche il pane prodotto dai panificatori di Foggia e provincia. Sarà l’occasione per parlare del suo ruolo nel sistema alimentare umano, associato al concetto di “Pane Patrimonio Culturale dell’Umanità” e “Strumento Strategico” di sviluppo delle imprese dell’artigianato alimentare.
Uno degli slogan di Matera 2019 recita: “Il nostro cuore è al centro delle esperienze comuni: passioni, emozioni, sogni”. Facciamo in modo che il Pane della nostra provincia possa essere davvero considerato arte, cultura e artigianalità; ovvero esperienze sensoriali da vivere, provare e sentire grazie alla grande artigianalità dei panificatori.

Esprime soddisfazione il presidente di Confesercenti Alfonso Ferrara, per il risultato ottenuto nell’incontro con i candidati sindaco della città capoluogo che hanno tutti sostanzialmente condiviso le proposte presentate dall’Associazione. Nel corso dell'appuntamento svoltosi presso la sede di via Monfalcone, Ferrara ha illustrato le proposte relative alla sicurezza urbana intesa come bene pubblico afferente alla vivibilità e al decoro delle città.
Il presidente di Confesercenti ha inoltre presentato ai candidati sindaco un modello di sviluppo territoriale integrato da condividere con gli stakeholder territoriali per l’attuazione di un programma con il metodo della gestione condivisa per la realizzazione di progetti. Tra questi la promozione delle infrastrutture verdi nell’ambiente urbano con riduzione dell’inquinamento; la promozione della mobilità urbana multimodale sostenibile, del lavoro autonomo, dell’economia sociale e della partecipazione femminile al mercato del lavoro; migliorare la crescita e la competitività delle micro, piccole e medie imprese; sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale e l’imprenditorialità; promozione e adattamento al cambiamento climatico, prevenzione dei rischi e resilienza ai disastri; gestione efficiente dell’acqua; sviluppo di un’economia circolare; aumentare l’integrazione socioeconomica delle comunità marginali e dei gruppi svantaggiati; sostenere lo sviluppo integrato sociale, economico e ambientale, il patrimonio culturale e la sicurezza nelle aree urbane. Tutte proposte inserite nelle risorse previste tra gli obiettivi strategici per la politica di coesione 2021-2027 dai fondi FESR.FC E FSE.
Ferrara ha trattato inoltre il gravoso tema del degrado del centro storico, in passato vissuto e frequentato dai cittadini che confluivano numerosi anche dalla provincia, oggi sempre più degradato e soggetto allo spopolamento. «Il principale problema del centro storico di Foggia è costituito dal fatto che non esiste un ring di distribuzione urbana dei flussi di traffico attorno ad esso e soprattutto la viabilità che lo circonda non è connessa ad un adeguato sistema di parcheggio», spiega Ferrara. «Anche se è stato risolto il problema dell’accesso alla stazione ferroviaria con la realizzazione del polo di scambio intermodale, la situazione purtroppo non è cambiata», prosegue il presidente di Confesercenti.
A pare di Confesercenti Foggia la futura amministrazione non può non prendere in considerazione l’esigenza di riportare nella sfera delle aree da valorizzare l’asse di viale XXIV Maggio che collega la stazione ferroviaria a piazza Cavour, corso Giannone e corso Roma ed altre importanti vie commerciali. Questo asse merita di essere riqualificato e riorganizzato del tutto. Dovrà essere considerata la gestione del traffico urbano e il tema della fluidità e della sicurezza della circolazione stradale in città che allo stato attuale risulta confusa e disordinata. Ciò non agevola l’accesso in quello che era considerato il “Salotto di Foggia”. L’obiettivo deve essere quello di realizzare un intervento di forte moderazione del traffico, al limite con ciclopedonalizzazione integrale, nel centro cittadino a partire dagli assi nevralgici di Via Arpi, Corso Vittorio Emanuele e Viale XXIV Maggio. Per contrastare la desertificazione commerciale del centro urbano occorre anche prevedere l’introduzione da parte del Comune di provvedimenti atti a sostenere meccanismi di “fiscalità di vantaggio” in favore dei proprietari che affittano locali ad uso commerciale e il riconoscimento di agevolazioni temporanee per gli imprenditori che intraprendano una nuova attività commerciale. Auspicato un coordinamento tra il distretto metropolitano del commercio e i dirigenti delle varie aree operative del Comune per sviluppare sinergicamente tutte le attività previste nell’area urbana. Ferrara ha concluso invitando le future amministrazioni ad aggiungere nuove energie per soddisfare una forte esigenza di cambiamento della città.

Le Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio hanno proclamato uno sciopero nazionale dei Gestori degli impianti di rete ordinaria a marchio IP e TotalErg per Mercoledì 5 giugno prossimo. E’ quanto contenuto in una nota congiunta delle sigle sindacali diffusa in seguito alle decisioni assunte nel corso di una riunione degli organismi dirigenti avvenuta lo scorso 10 maggio.
"Il gruppo api/IP -prosegue il comunicato- continua a dare ampia dimostrazione nei fatti di essere completamente disinteressata allo stato di grandissima sofferenza delle proprie gestioni, rendendosi sostanzialmente indifferente a qualsiasi sollecitazione negoziale delle organizzazioni rappresentative".
La Compagnia non ha mostrato nessuna credibile e concreta disponibilità alla contrattazione del rinnovo degli Accordi collettivi ampiamente scaduti e all’adeguamento delle condizioni normative e soprattutto economiche, ormai sotto la soglia di sopravvivenza, così come, per altro verso, nessuna soluzione alle criticità strutturali persino sul piano amministrativo che impediscono ai Gestori di disporre anche dei cospicui rimborsi a loro credito, attesi da mesi. I gestori denunciano il ricorso sovente alla contrattazione one to one e il diffusissimo posizionamento aziendale di prezzo, in special modo se messo in relazione alla inusitata forbice imposta tra il prezzo self e quello servito, che in questi anni ha contratto volumi di vendita e marginalità, sia complessiva che prolitro, della stragrande parte degli impianti con Gestore, pur consentendo all’Azienda di conservare intatta la soddisfazione del proprio unilaterale interesse. In un tale contesto -conclude la nota sindacale- esperito inutilmente ogni altro tentativo dialettico e pur con la dichiarata intenzione di sollecitare il gruppo api/IP ad un confronto finalmente leale e reciprocamente rispettoso delle differenti quanti legittime esigenze, le Organizzazioni di categoria hanno deciso di chiamare i Gestori ad una prima dimostrativa chiusura dei punti di vendita, a cui faranno seguito altre di maggiore durata, ove l’Azienda intendesse sottovalutare questo ulteriore segnale messo a sua disposizione.

Giovedì, 16 May 2019 18:39

INFLAZIONE: AD APRILE SALE DELL'1,1%

Ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su base annua (era +1,0% a marzo), confermando la stima preliminare. E’ quanto comunica l’Istat. L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l’indice generale e +0,4% per la componente di fondo.
La lieve accelerazione dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a  +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona  (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%). A contenere queste accelerazioni sono il netto rallentamento  dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +7,8% a +4,3%) cui si aggiunge quello più contenuto dei prezzi dei Beni alimentari non  lavorati (da +1,9% a +1,0%) e lavorati (da +0,7% a -0,1%).
Sia l’nflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici  accelerano lievemente, rispettivamente da +0,4% a +0,6% e da +0,6% a +0,7%.
La crescita congiunturale dell’indice generale è dovuta per lo più ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,7%) e dei Beni energetici non regolamentati (+1,4%). Bilanciano solo in parte queste spinte il calo marcato dei prezzi degli Energetici regolamentati (-8,5%) e quello più contenuto dei Beni alimentari non  lavorati (-0,9%) e dei Servizi relativi alle comunicazioni (-2,2%).
L’inflazione decelera per i beni (da +1,3% a +0,9%), mentre accelera per i servizi (da +0,7% a +1,3%); il differenziale inflazionistico diventa quindi positivo e pari a +0,4 punti percentuali (da -0,6 di marzo).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5%  su base mensile e dell’1,1% in termini tendenziali (stabile rispetto  al mese precedente). La stima preliminare era +1,2%. L’indice  nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati  (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base  mensile e dello 0,9% rispetto ad aprile 2018.

Il meteo insolitamente freddo non rovina il turismo del primo maggio, e anzi favorisce quello montano. Per il prossimo ponte della Festa dei Lavoratori, sono già prenotate il 67% delle stanze rese disponibili online dalle strutture ricettive. Un buon risultato, nonostante il clima freddo e la poca favorevole combinazione del calendario, che pone questa festività al termine del periodo delle vacanze pasquali e della ricorrenza del 25 aprile. Ed è boom per le località di montagna, dove risulta prenotata l’84% della disponibilità. È quanto emerge dall’aggiornamento alla sera del 29 aprile del consueto monitoraggio dell’Offerta Ricettiva Nazionale disponibile Online condotto da Cst per Assoturismo Confesercenti sui principali portali web (Booking.com, Trivago, Expedia, Airbnb).
A spingere verso la montagna sono, probabilmente, le condizioni metereologiche non propriamente primaverili. Un colpo di coda dell’inverno – l’ondata di freddo di ritorno ha riportato la neve in diverse località – che prolunga la stagione turistica nelle località montane.
Questo primo maggio si conferma, inoltre, l’appeal delle città d’arte, dove i tassi di occupazione più elevati si registrano per Firenze, Venezia, Matera, Napoli, Roma e Palermo: sono intorno al 75%. Una buona performance si evidenzia anche per le località lacuali, con una percentuale di prenotazioni intorno al 70%. In terza posizione, ma a distanza, seguono le località marine: raggiungono il 65% delle prenotazioni da parte di quei vacanzieri che, nonostante il clima non proprio favorevole, non rinunciano all’apertura della stagione balneare. In ultima posizione, invece, la performance delle località termali, con un tasso d’occupazione fermo al 57%.
Anche l’analisi su base regionale conferma la vivacità delle nostre montagne. A crescere, rispetto allo scorso anno, sono infatti soprattutto le regioni dell’arco alpino, in particolare le province autonome di Trento e Bolzano ed il Friuli-Venezia Giulia, (con il 75 ed il 74% delle camere occupate), e si conferma anche l’appeal della Liguria (75%). Le regioni più ‘prenotate’, però, rimangono sempre Toscana e Sardegna, entrambe ancora una volta in testa alla classifica con un tasso d’occupazione del 77%. Bene anche Puglia e Lazio, entrambe al 70%, mentre per le rimanenti aree si registrano tassi di occupazione al di sopra del 60%, ad eccezione di alcuni casi dove i valori sembrerebbero al di sotto delle aspettative come l’Emilia-Romagna (57%), la Calabria (54%) ed il Molise (44%).

Il 26 maggio anche gli elettori della Capitanata sono chiamati alle urne per eleggere il novo Parlamento Europeo. Una scadenza che riguarda soprattutto le iniziative che interesseranno le piccole e medie imprese del Foggiano che non stanno di certo attraversando un buon momento. A tal proposito, Confesercenti Foggia elenca i dieci punti principali per un’Unione Europea su misura per le Piccole e Medie Imprese:
1. Realizzare pienamente gli impegni assunti nello Small Business Act.
2. Predisporre regolamenti bancari che incentivino il prestito alle MPMI e non creino barriere per strutture bancarie locali a vocazione territoriale e non commerciali e sostenere le forme alternative di finanziamento come le piattaforme di prestito e gli investimenti di massa.
3. Direttiva servizi da ricontrattare nel rispetto delle peculiarità in materia di commercio e turismo caratterizzanti i singoli paesi.
4. Un Mercato Unico dell'Energia che lasci più spazio alla produzione decentrata di energia da parte delle PMI in maniera da ridurre i prezzi dell'energia, combattere i cambiamenti climatici e ridurre la dipendenza energetica dell'UE.
5. Prevedere, per competere alla pari sul mercato unico, l’adozione di regimi speciali IVA per le piccole imprese al fine di semplificare gli adempimenti in tale ambito.
6. Agire, nel breve termine, in materia di economia digitale, mediante l’introduzione di un’imposta sui servizi digitali (c.d. Digital Services Tax), così da consentire a tutti i soggetti, anche quelli di piccole e medie dimensioni, di sfruttare le opportunità offerte dal mercato digitale, in condizioni di equità ed equilibrio.
7. Un’efficace lotta all’abusivismo, anche per le vendite in rete, accompagnata da una Web-Tax che garantisca parità concorrenziale, sono più che indispensabili.
8. Sostenere il commercio sia all’interno di misure per la rigenerazione urbana, che per la formazione degli imprenditori, per renderli maggiormente in grado di affrontare le esigenze di innovazione.
9. Introdurre misure e strumenti specifici a livello UE per promuovere l'eco innovazione nelle MPMI.
10. Creare un quadro giuridico abilitante senza rigidità nell’organizzazione del lavoro che garantisca equità, trasparenza e parità di condizioni per tutte le imprese e che sia abbastanza flessibile, neutrale e a prova di futuro per i pionieri digitali.

Mercoledì, 17 April 2019 10:50

TURISMO, PRIMAVERA CON IL SEGNO PIU'

La vicinanza delle festività pasquali ai ponti di primavera mette il turbo al turismo. Saranno moltissimi gli italiani e gli stranieri che approfitterano di una vacanza nel nostro Paese: tra Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio sono attese 13,4 milioni di presenze dei vacanzieri nelle strutture ricettive, con una crescita stimata del +2,1% sul 2018. E a correre è soprattutto il sud (+3,4%). È quanto emerge dalla consueta indagine previsionale dei flussi turistici per la Pasqua 2019 condotta da CST per Assoturismo Confesercenti su un campione di 2.325 operatori della ricettività, sia alberghiera che extra-alberghiera.
I turisti. La possibilità di allungare i giorni di riposo con i ponti fra aumentare i flussi di turisti italiani(+2%),  ma a trainare la crescita delle presenze sono ancora una volta gli stranieri (+2,1%), in particolare tedeschi, all’assalto soprattutto delle località lacuali per passare un Ostern italiana. Flussi in aumento anche dalla Francia, dai Paesi Bassi, dal Belgio, dall’Europa orientale e dalla Cina. Stabili le presenze dai paesi scandinavi, Usa, Canada, Brasile e Russia; stime in calo, invece, per turisti giapponesi, indiani e inglesi.
Durata. La vicinanza tra Pasqua (21 aprile) e Festa della Liberazione ha contribuito a ridurre i viaggi “mordi e fuggi”: quest’anno la durata media dei viaggi si attesta sui 2,9 giorni. Superano le 3 notti nelle regioni del Centro Italia, mentre si fermano intorno alle 2,8 notti nelle altre aree nazionali. Con 3,2 notti di media, i soggiorni più lunghi sono attesi nelle località balneari e lacuali, mentre si fermano intorno alle 2,5 notti nelle aree termali e nelle città d’arte.
Mete. La tendenza positiva dei flussi turistici è attesa in tutto Italia, anche se con differenze a seconda della tipologia di offerta e dell’area. Continua la crescita delle vacanze culturali nelle città d’arte (+1,9%), ma stavolta senza il “tutto esaurito”, mentre – nonostante un meteo incerto – si fanno le prove per la stagione estiva, con una netta ripartenza di località marine (+3%) e laghi (+3,2%). La preferenza per le località balneari si riflette anche sull’area geografica. A crescere di più sono infatti le regioni del Sud e delle Isole (+3,4%: +3,9% di italiani e +2,7% di stranieri) e del Nord Est con il +2,3% (+1,9% di italiani e +2,5% di stranieri).

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